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Recensione libro: Nel paese delle ultime cose di Paul Auster

Cari Booklovers,

La recensione di oggi è dedicata ad un grandissimo autore e scrittore americano: Paul Auster. Solo quest’anno, grazie ai vari post letti in giro, alle recensioni e ai consigli delle librerie ho acquistato un libro dell’autore. Pensate che li ho presi in ebook… povera me! La ragione era semplice: mi piace o non mi piace? Certo che piace!

  • Trama: Immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. Una mattina ti alzi e non c’è più il postino o lo schiaccianoci. E non solo il tuo, ma quello di tutti. Qualsiasi rimasuglio diventa allora l’oggetto più prezioso del mondo, soprattutto per i “cacciatori di oggetti”, persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. La prima edizione italiana di questo romanzo è stata pubblicata nel 1996 da Guanda.
  • Titolo: Nel paese delle ultime cose
  • Autore: Paul Auster
  • Editore: Einaudi
  • Prezzo:8,08
  • Formato ebook: 6,99

 

RECENSIONE

Immaginate di trovarvi in giro per i blog e di cercare nuove letture, magari avide di sapere qualcosa su un contesto o su una particolare nazione( in questo caso metaforica). È esattamente ciò che è successo a me quando ho scoperto Auster. Sono rimasta quasi sempre delusa dai libri che si leggono perché consigliati, magari best-sellers per tutti, ma non per te.

Non è stato così con Auster, come vi avevo anticipato nell’anteprima. Auster ha un modo di scrivere molto particolare, un modo “americano” gli scrittori americani hanno sempre questa forma particolare di narrare un mix fra la grandezza del paese e la condanna, la ricerca di un contesto migliore o elevato rispetto agli altri. Chi conosce l’America e vuole farlo sul serio critica e lo fa come Paul Auster. Nel paese delle ultime cose non è l’ultimo titolo d’impatto scelto per raccogliere una grande massa è un titolo silenzioso in grado di raccogliere quelle persone che hanno intenzione di guardare allo stile e alla scrittura in modo diverso. Il mondo di Auster cade a pezzi, come la metropoli americana.  I personaggi stanno per perdere tutto e solo nel paese delle ultime cose si cercano dei mondi di significazione per trovare una via d’uscita.

La trama del libro, nelle librerie, ci dice ben poco è chiaro che il riferimento non è solo il contesto dell’autore o l’America ma è un mondo di poche cose, di distruzione e queste cose sono alla portata di tutti.  Non ci troviamo in un mondo creato dagli androidi, da simulacri come ci ricorderebbe il buon Dick ma l’esperimento distopico è riuscito benissimo e se pensiamo alla data di pubblicazione di questo testo ci rendiamo conto che l’attualità, la distopia sono più vicini di quanto immaginiamo.

La protagonista del libro, Anna, scrive in forma epistolare ad un amico il quale non è neppure in grado di immaginare cosa accade nel suo mondo.  Il fratello della donna è scomparso e lei vive con un’altra donna in compagnia di un uomo violento. Quest’uomo dimostra la fragilità umana il pretenzioso materialismo dei corpi.

La permanenza delle donne con l’uomo sarà catastrofica, le porterà a fare delle scelte: scegliere la morte o una sopravvivenza che porta con sé altra distruzione. Il romanzo narrato in una lunga forma epistolare scritta all’amico, per raccontare e per dire che nel mondo nel quale egli vive tutte le cose potrebbero sparire da un momento all’altro. Ma riusciamo a figurarlo? A pensare ad una sparizione?

Non so perché ti sto scrivendo. A essere sincera non ti ho quasi mai pensato da quando sono arrivata qui. Ma all’improvviso, dopo tutto questo tempo, sento che c’è qualcosa da dire […]

la descrizione della povertà è una delle più profonde descritte da Anna, li descrive non solo come bisognosi come persone in difficoltà ma come persone che non riescono ad arrendersi ai fatti a desistere.  È un mondo descritto nella letteratura certamente non nuovo, ma neppure scialbo o già trattato anzi la narrazione di Auster appare efficace e calzante in diversi momenti della nostra vita quotidiana. Auster ci insegna, lo afferma nel libro, che l’essenziale è non assuefarsi perché le abitudini sono letali. Potrei passare ore a citare parola per parola il contenuto e il concetto spiegato dall’autore, perché obiettivamente è un libro che merita tantissimo.

Anna è un personaggio ambiguo, sofferente ma al momento della necessità caccia una forza interiore notevole. È in grado di reagire ad episodi di violenza con un coraggio senza precedenti, di scoprire il suo corpo, di amare, di odiare, di provare indifferenza è quell’individuo tipico dei racconti distopici. Il coraggio deve portarmi fuori dalla mia condizione di schiavitù, non in senso marxista ma in senso di non oppressione.

Vi invito ad acquistare questo libro e tutti quelli disponibili dell’autore!

Alessandra

VOTO: *****

 

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