Press "Enter" to skip to content

Recensione libro: Un irlandese in America di Joseph O’ Connor

Cari Booklovers,

nuova recensione per libri da scoprire, questa volta su un libro che ho particolarmente amato e consumato. Tutti conoscono il mio amore folle per gli Stati Uniti e l’Irlanda. Dal momento in cui mi sto occupando della società irlandese-americana per la mia tesi di laurea ho pensato di recensire qui sul blog un libro che potrebbe anche essere poco interessante per molte persone, però per chi segue questo blog per la letteratura irlandese si tratta di un libro davvero imperdibile e mi sto riferendo a Dolce libertà un irlandese in America di Joseph O’ Connor.

  • Titolo:Dolce libertà un irlandese in America
  • Autore: Joseph O’Connor
  • Editore: Guanda
  • Prezzo di copertina: 13,60
  • e-book: no

 

  • Trama:Un viaggio negli Stati Uniti, coast to coast, alla scoperta delle numerose comunità irlandesi americane e delle nove città chiamate Dublino presenti negli USA. Racconta in termini comici gli incontri con gli irlandesi americanizzati, registra i ricordi delle dure esperienze di immigrazione, indaga le radici irlandesi riconoscibili nel jazz, nel blues e nei gospel e presenta il pantheon degli eroi irlandesi americani, da John F. Kennedy a Billy the Kid, alla ricerca delle profonde connessioni fra la più grande potenza del mondo e la minuscola Irlanda.

 

Recensione

Esilarante, pieno di riferimenti storici, radici culturali irlandesi con la volontà di un uomo di voler scoprire le sue origini. Le prime pagine di questo libro ricordano poco la sofferenza patita dagli immigrati irlandesi quando, nel 1845, furono costretti ad abbandonare le modeste case irlandesi per recarsi in un’America meta dell’American dream e parte di un progetto chiamato il nuovo mondo. O’ Connor decide di intraprendere un viaggio verso gli Stati Uniti alla volta di nuove esperienze e di rimandi alla passato degli irlandesi. Autore irlandese che apprezzo per la spiccata sensibilità e per come tratta alcuni argomenti molto delicati. Il primo viaggio dell’autore sarà verso Boston, grande metropoli moderna, eccellenza culturale; la più grande comunità irlandese è stabilita esattamente nella capitale culturale del Massachusetts dove i primi migranti irlandesi iniziarono a sbarcare.

E’ stata una lettura molto bella quella di Dolce libertà perché ho avuto la sensazione di portare a galla delle questioni che l’umanità sembra aver dimenticato, ma è stato fatto con consapevolezza e con una base storica ben consolidata attraverso un approfondito studio che l’autore ha condotto prima di scrivere il libro-esperienza. Infatti, concordo con l’autore, Kerby Miller è uno dei più grandi studiosi della società irlandese-americana del novecento e ha saputo far emergere delle questioni dimenticate attraverso i racconti di chi ha vissuto le migrazioni.

Il viaggio di O’Connor sarà molto lungo e non si fermerà a Boston. Io amo l’America perché mi sembra di vedere un mondo ridotto: tante personalità multiculturali che sono lì ad insegnarti qualcosa. E, permettetemi di  dirlo, anche l’autore mi ha insegnato tanto. Non si è soffermato sulle grandi metropoli, ma è andato alla ricerca delle radici culturali in una realtà più rurale che urbana. Conosciamo tante storie americane ma è davvero difficile trovare qualcuno intenzionato o a conoscenza della storia irlandese-americana. Così, per trovare dei riferimenti, c’è bisogno di viaggiare e di estrapolare dei piccoli pezzetti di ricordi dalle collettività. Sappiamo che c’è una netta differenza tra la East Coast e la West Coast, ma con l’aiuto di altri personaggi (ho adorato Sean) emergono tante cose simpatiche. Le battute di O’Connor sono esilaranti e regalano la giusta dose di umorismo al libro.

Il percorso si consumerà in un itinerario che Joseph O’Connor ha tracciato all’inizio del viaggio, in nove città americane. Così sarà possibile cogliere le differenze culturali tra una mondana San Francisco e una pacata Boston. Il sogno americano, questa volta, tocca un grande tasto della memoria collettiva: cercare le radici.

Buona lettura,

Alessandra

Voto

 

 

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: