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Recensione libro: La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead

Cari Booklovers,

se avete seguito le mie letture di questi mesi ricorderete che avevo deciso di leggere la ferrovia sotterranea di Whitehead, ma gli impegni universitari mi impedivano di terminarlo. Ebbene sì, oggi ne parleremo in questa nuova recensione. Il nome di Colson Whitehead riecheggia tra i grandi nomi della letteratura da tanti anni, ma la sfortuna l’ha portato a vincere il premio Pulitzer solo con il libro che recensirò oggi: La Ferrovia sotterranea. Un libro perfetto sia per la linea editoriale che per il messaggio contenuto al suo interno.

  • Titolo: La ferrovia sotterranea
  • Autore: Colson Whitehead
  • Prezzo di copertina: 17,00 euro
  • e-book: 12,99 euro

 

 

 

 

 

 

La storia narrata dalla brillante penna letteraria di Whitehead è una storia di razzismo, sofferenza e dolore sia fisico che psicologico. La nostra protagonista, Cora, è una giovane ragazza afro-americana la quale vive in una piantagione ed è schiava. La narrazione si segmenta nelle diverse città americane dove la nostra protagonista si fermerà: Indiana, Carolina del Nord e nella Carolina del Sud. Ma come fa un nero a scappare? L’unica opportunità che Cora ha, insieme ai suoi amici, è una fuga particolare: scappare attraverso la linea ferroviaria dove gli schiavi diventano uomini liberi

La ferrovia sotterranea è una linea ferroviaria costruita dai neri e dai ribelli per scappare dalle grinfie dei bianchi che sfruttano e picchiano gli afro-americani. L’unica possibilità per scappare è legata a due linee ferroviarie che partono in due orari diversi e sono diretti  in due stati diversi. Cora e gli amici proveranno una prima volta a sfuggire alle violenze, ma saranno sfortunati. La seconda volta andranno in Louisiana dove troveranno una realtà ben poco diversa dalla prima via di fuga. Per diventare liberi gli schiavi devono attraversare il Sud e fermarsi in quegli stati dove i neri hanno i diritti- Mississippi, Alabama, Carolina del Sud, Virginia e altri Stati del Sud nella storia americana detenevano gli schiavi- e possono vivere una vita serena.

 

 

Il racconto di Colson Whitehead è un racconto unico perché collega una lotta storica alle usanze e agli avvenimenti importanti per i personaggi(mi ha colpito un evento particolare di un compleanno). L’elemento della fede e della religione sono molto presenti nei protagonisti, anche una sorta di patriottismo nel quale si cerca disperatamente di costruire un’America piena di fratellanza. Cora è stata anche vittima di abusi, abbandonata a sé stessa e lontana dai suoi affetti, se non dai consigli che la nonna per qualche anno della sua vita le ha potuto dare. La giovane ragazza eredita dalla madre la forza di volontà di reagire e di guardare oltre. Ogni capitolo, porta con sé un annuncio in cui i “padroni” denunciano la scomparsa degli schiavi in fuga. Uno schiavo, racconta Whitehead, riesce a scoprire l’America solo scappando e guardando fuori dal finestrino si rende conto di essere libero. Se il tema della grande America è la libertà l’autore la definisce in questi termini:

 

E anche l’America è un’illusione, la più grande di tutte. La razza bianca crede— ci crede con tutto il cuore— che sia suo diritto impadronirsi della terra. Uccidere gli indiani. Fare la guerra. Mettere in catene i propri fratelli. Questa nazione non dovrebbe esistere, se ci fosse giustizia a questo mondo, perché le sue fondamenta sono l’omicidio, il futuro e la brutalità. Eppure siamo qui.

La questione del colore, in America, ha sempre determinato delle dinamiche razziste. Io credo che, se Whitehead sia riuscito a vincere il Pulitzer con un argomento del genere, sia dovuto alla nostra consapevolezza di dover combattere e di dover spiegare ancora una volta che gli uomini sono uguali in quanto tali. Cora non troverà facilmente la strada di casa perché sarà costretta a viaggiare tanto e ad andare incontro alle difficoltà. Ogni stato ha una peculiarità, ogni terra necessita di essere vissuta —di imparare e di dare— allo stesso tempo. Oggi, più che mai, una lettura del genere non può che impreziosire, accrescere donare una sensibilità e una voglia di agire insieme per ridurre all’osso le discriminazioni. Non dovreste perdere La ferrovia sotterranea perché è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Nonostante la difficoltà e la complessità dell’argomento l’autore ha scelto una narrazione semplice e mai tragica.

Voto

 

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