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Recensione libro: Beduina di Alicia Erian

Cari Booklovers,

benvenuti in questa nuova recensione qui su libri da scoprire. Oggi vorrei recensire uno degli Adelphi che ho scelto con il 25% di sconto di quest’anno. Prima o poi li vedrete tutti, ma per il momento ho scelto di leggere e recensire Beduina di Alicia Erian perché me ne avete parlato benissimo sui social. Spero che questa recensione vi piaccia e colgo l’occasione per augurarvi un buon sabato e un sereno week-end.

 

  • Titolo: Beduina
  • Autore: Alicia Erian
  • Editore: Adelphi
  • Prezzo di copertina: 9,00

 

 

 

 

 

  • Trama:“Questo libro è una pura delizia. Una Lolita dai ritmi più cinematografici, un giovane Holden sullo sfondo della guerra del Golfo: può far pensare a tanti antenati letterari ma fondamentalmente ha la sua voce, fresca, ironica, sorprendente, irritante. È la voce di Jasira, tredicenne mandata a vivere a Houston con il padre libanese, che si ritrova a fare i conti con il suo corpo che cresce troppo in fretta e fa uno strano effetto agli uomini. Tra la scuola che non le piace e la casa che al pomeriggio è troppo vuota, travolta dai suoi orgasmi e manipolata da un vicino che potrebbe essere suo padre e sarà il suo primo seduttore, Jasira scopre il sesso, muovendosi in territorio sconosciuto, e non ha nessuno che l’aiuti a fare il punto sulla mappa. Potrebbe essere un disastro ma c’è Melina, la vicina incinta e già piuttosto materna, e allora si può cominciare a sperare nel futuro e nell’amore, che è poi quello che tutti, Jasira per prima, cerchiamo.” (Cristina De Stefano)

 

Il commento di Cristina De Stefano, traduttrice di questo libro è calzante più che mai per raccontare una storia diversa dal normale e piena di attualità. Alicia Erian in Beduina è riuscita a riportare una grande storia come quella di Lolita di Nabokov e a ritradurla in un mondo di significazione nel quale le adolescenti sono costantemente alla ricerca di un appoggio e di un punto di riferimento. Jasira, soprannominata in modo sprezzante Beduina da un ragazzino, è una giovane ragazza di tredici anni che apre la sua memoria in modo crudo: «Il fidanzato di mamma si è preso una cotta per me e lei mi ha mandato a vivere con papà». Il libro si apre con una riflessione di Jasira sulla famiglia e sulla madre, il suo corpo avvenente sta destando scompiglio, perché il fidanzato della madre si è preso una cotta per lei. Jasira viene descritta come una tredicenne prorompente con le forme under construction per usare un eufemismo felice e vive in una situazione di totale incertezza, perché è proprio la madre a gettarla in questo vortice confusionario e senza ritorno. Appare difficile spiegare ad una ragazzina di poco più di tredici anni—in una fase liminale dell’adolescenza nella quale la sessualità diventa un elemento e una domanda incessante—di andare via di casa perché il suo corpo, il suo divenire donna sta diventando a poco a poco un elemento di difformità da sradicare.

Questa confusione entra nella valigia di Jasira, infatti quando decide di partire le domande su se stessa e sul suo corpo divengono motivo di riflessione e di incertezza. La giovanissima si trova di fronte una persona che peggiora ulteriormente la situazione, suo padre, il quale si impone come figura paterna e maschile; le prime incomprensioni sorgono proprio sullo sviluppo fisico della ragazzina. Nessuno le dice quali siano i rischi e i pericoli della sessualità. Abbiamo di fronte una madre egoista e un padre che si comporta come tale. I nuovi vicini della ragazzina, i Vuoso, non migliorano la situazione. Qui ci sarebbe anche da sottolineare l’elemento storico e contestualizzato che la Erian ha voluto donare alla narrazione, perché il padre di Jasira è libanese e c’è uno sfondo politico ( ai tempi di Saddam).

                                Foto di Marcia Resnick©

Il marito dei Vuoso è molto attratto dalla tredicenne e non si lascia sfuggire   l’occasione per stuzzicarla, anche Jasira è molto attratta da lui e cerca in tutti i modi di entrare in contatto. La confusione sessuale della ragazzina sfocia in un’impellente voglia di scoprire la femminilità e avviene in un savoir faire adolescenziale(sentito dire, riviste ecc.) che portano scompiglio nella vita della giovane.  La ragazza avrà poi la possibilità di intraprendere, occasionalmente, degli incontri sessuali con Thomas, ragazzo della sua età confuso quanto lei e con l’adulto Vuoso; la relazione tra Jasira e Vuoso, a mio avviso, non è una relazione di perversione ma una forma diversa d’amore e la stessa Erian confermerà tale teoria. L’unica figura adulta e materna per Jasira sarà Melina una donna che per prima capirà quale sia la reale natura della tredicenne e l’aiuterà a gestire meglio la sua vita. Beduina è un libro che lascia letteralmente il segno, più di ogni altra storia perché raccoglie dei dati di una generazione in mutamento e li ritraduce in paura, disorientamento e delusione. Come direbbe una persona a me cara noi viviamo la nostra vita lungo le occasioni e queste occasioni possono riferirsi a delle situazioni a noi convenienti, oppure possiamo trovarci di fronte a delle interazioni di cui siamo protagonisti ma, alla reale scoperta della natura della stessa, ci rendiamo conto che stavamo cercando altro. Sliding doors è un concetto calzante per questo. Non riesco a trovare alcun difetto in questa storia perché tutto è al suo posto: personaggi, periodo storico perfino quelle poche informazioni storico-politiche impreziosiscono molto la narrazione.

Buona lettura,

Alessandra

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