Press "Enter" to skip to content

Recensione libro: Quando amavamo Hemingway di Naomi Wood

Cari Booklovers,

Quando amavamo Hemingway di Naomi Wood è un libro che risalta all’occhio non solo per il titolo e per la presenza incombente di un grandissimo autore, ma per lo stravolgimento della storia e la trama che si presenta in modo diverso rispetto a ciò che si pensa quando si alza il libro in libreria o nei mercatini. Un libro diventato famoso, più di cinquantamila copie vendute e narrato da una scrittrice geniale che ha saputo descrivere molto bene le ambientazioni e le protagoniste.

 

  • Titolo: Quando amavamo Hemingway
  • Autore: Naomi Wood
  • Editore: Book Me
  • Prezzo: 14,36
  • e-book:8,99

 

  • Trama: La prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley nel minuscolo appartamento a Parigi – due sedie soltanto, uova sode per pranzo e un freddo da battere i denti; la stessa che alla Gare de Lyon, in un momento di distrazione, perde irreparabilmente la valigetta contenente i manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricchissima ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata nell’Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia vera densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una.

Non conosco a fondo le opere dell’immenso Ernest Hemingway ma i suoi scritti mi hanno sempre affascinata moltissimo. Conosco Il vecchio e il mare e Addio alle armi, entrambi divorati in pochissimo tempo. Naomi Wood è una scrittrice creativa la quale ha messo su una storia di tutto rispetto e che, come ho detto prima, ha riscosso un successo internazionale. La vita caotica e libertina del poeta Hemingway è stata costernata dalla presenza di donne di diverso livello, tutte solidali e inscritte precisamente nei contesti che la scrittrice ha voluto narrare. Le città citate dall’autrice—Antibes, Parigi, la Spagna e l’America— sono molteplici e si consumano in contesti diversi dai toni e dagli sfarzi fitzgeraldiani. Infatti saranno presenti molte famiglie di alto borgo tra i quali anche i Fitzgerald che risultano essere quelli più uniti nella morale. Certamente la morale è un peso abbastanza rilevante in questo contesto, perché le donne sono unite intorno all’amore di un uomo che sembra non voler crescere e non voler assumere mai delle responsabilità per poter andare avanti. La prima moglie è Hadley una donna molto bella, con una bontà immensa che riesce a farsi da parte quando si rende conto che l’amante Fife (Pauline) è diventata qualcosa di più. Una scelta rimarcata dalla sofferenza di una donna che normalizza il tradimento, che cerca escamotage rendendosi conto di aver intrapreso un gioco doloroso tra lui/lei/l’altra che sfocerà in un dolore senza ritorno. Si passa così di donna in donna rendendo sempre esplicite le volontà libertine dello scrittore, che sembra amare tutti e nessuno.

Ho apprezzato molto la volontà di queste donne di rimanere fedeli a quell’uomo, non lo fanno in solitudine ma condividendo tra loro delle amicizie per mantenere vive le esperienze, i vissuti e le passioni che sono state vissute. Hamingway, invece, assume dei toni fiabeschi e si inscrive perfettamente nell’ambiente afrodisiaco dell’America, della Parigi e di altri luoghi pieni di entusiasmo e ricchezza. L’autore passerà molto tempo tra Parigi, Antibes e la Spagna, come giornalista . Nonostante la distanza i legami e i sentimentalismi con tutte le donne resteranno presenti in lui e si ripercorreranno in una fase adulta che Naomi Wood ha voluto delinearci a metà libro di Quando amavamo Hemingway. Il famoso scrittore sembra essere molto attratto dalla bellezza della poesia, dalla passione per la scrittura e dalla vita come se fosse un’opera d’arte. Mi ricorda un po’ la vita di Warhol alla costante ricerca e la messa al bando di se stessi.

Questa fama sarà poi spenta, ripetutamente, dai critici e dalla morale che circonda l’intera vicenda. Hemingway stesso si renderà conto che fare della propria vita un’opera d’arte porta con sé il fardello di fare i conti con se stesso e di incontrare la via della solitudine, la più pericolosa delle vie. Un aforisma a me caro di Hemingway è «La vita spezza tutti quanti. Molti diventano forti nei punti spezzati», assume la stessa rilevanza anche in questo romanzo perché alla fine resta veramente poco. Quando amavamo Hemingway diventa un urlo alla poesia, alla morale e al chiedersi costantemente perché queste donne hanno agito così. Sembrano tutte burattini al servizio di un uomo? Sono compassionevoli? Sono la classica rappresentazione di donna oggetto? Queste sono risposte che solo i lettori, attraverso questa bellissima lettura, possono ritrovare. Un libro certamente consigliato e pieni di inquietudini, ma anche di tanto, tantissimo, amore.

Buona lettura

Alessandra

Voto

 

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: