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Recensione libro: Brooklyn di Colm Tòibìn

Cari Booklovers,

non è mai passato un tempo così prolungato prima di scrivere un’altra recensione ma gli impegni sono tanti. Ho ripresto i corsi universitari e ho avuto qualche piccolo problema al pc, così ho impiegato molto tempo per terminare la mia lettura e per aggiornare il blog. La lettura di oggi è una lettura speciale perché il 17 marzo negli Stati Uniti d’America gli irlandesi e Boston festeggiano la giornata di San Patrizio. Sapete che adoro i racconti irlandesi e gli scrittori irlandesi così ho deciso di leggere Brooklyn di Colm Tòibìn.

 

 

  • Titolo: Brooklyn
  • Autore: Colm Tòibìn
  • Prezzo di copertina: 11,90 euro
  • Editore: Bompiani

 

  • Trama: Non è facile trovare lavoro a Enniscorthy, una cittadina nel sudest dell’lrlanda. I primi anni cinquanta sembrano seminare solo insoddisfazione e nostalgia per un benessere che non c’è, neppure all’orizzonte. La giovane Eilis Lacey, prigioniera del confronto quotidiano con la madre e la sorella Rose, non vede davanti a sé alcuna prospettiva, finché l’imprevedibile visita di un prete emigrato, padre Flood, le fa scorgere l’opportunità di una vita diversa, al di là dell’oceano, a New York. E sarà proprio a Brooklyn che Eilis riuscirà a trasformare il passato in un futuro libero e propizio. E l’incontro con Tony, un ragazzo da amare, farà del sogno una reale possibilità che cambierà la sua vita, forse, per sempre. Colm Tóibín racconta una storia d’amore fatta di passioni e cadute; e la vertigine di Eilis, nella scelta fatale tra senso del dovere, appartenenza alla famiglia e desiderio di libertà, in quella linea d’ombra tra l’adolescenza e l’età adulta.

 

Siamo nell’Irlanda degli anni ’50 tempestata dalla crisi economica e dalla povertà. La nazione ha subito tanti cali dal 1845 gli irlandesi iniziano ad abbandonare la patria per trasferirsi in America e nel 1950 la situazione non è differente. Una nazione con la sofferenza sulle spalle, ma con un retaggio culturale non indifferente. Nell’Irlanda degli anni ’50 vivono la brillante e spigliata Eilis con la sua famiglia composta dalla madre, la sorella Rose e i fratelli. Il padre è morto qualche anno prima; in città vivono tante persone che si servono in una bottega alimentare rinomata dove una donna autoritaria e affarista complotta per fare affari e buone vendite. La giovane Eilis non ha lavoro, però è in grado di fare molti conti e si dimostra una brava contabile. L’arzilla signora decide di assumerla nella sua bottega. Parallelamente a questi avvenimenti, padre Flood riconosce nella giovane ragazza una spiccata sensibilità e un ardore per le materie economiche.

D’accordo con la madre e la sorella, l’uomo di chiesa la invoglia a partire per gli Stati Uniti d’America. In America è tutto diverso, perché Brooklyn non è molto lontana da New York e c’è un gran da fare. La ragazza inizia a lavorare per Bartocci’s uno shop per signore dove è possibile acquistare calze, maglionicini e abbigliamento di vario genere. Gli impiegati e i proprietari del negozio sono molto gentili con lei, ma la prima permanenza per la ragazza è molto dura. Allo stesso tempo Eilis riesce anche a frequentare il corso serale in un college e prepara gli esami di diritto societario. Il mondo dell’accademia e lo studio fanno al caso suo; Brooklyn è un libro molto bello, ricordo di averlo preso all’usato perché mi avevano sconsigliato questo tipo di lettura. La letteratura non piace molto, però il libro di Tòibìn è diventato anche un film sceneggiato dall’eccellente scrittore Nick Hornby.

 

La narrazione di Brooklyn prosegue con le vicende della giovane Eilis la quale inizia a stringere delle relazioni nella società e incontra tante persone. Tra queste incontra l’affascinante Tony ad una serata per irlandesi. Non è amore a prima vista per lei e si ricrederà solo con il tempo; forse un’incongruenza avviene nella relazione amorosa perché si percepisce una sorta di spinta centrifuga tra i due ma non avviene mai nulla di estremamente sentimentale o romantico. Tuttavia, la ragazza sarà costretta a fare ritorno in Irlanda per qualche tempo e solo successivamente farà i conti con il giovane Tony.

 

Brooklyn di Tòibìn ha un alto valore semantico e riesce ad incarnare i problemi della società irlandese. Sono presenti le ansie del tempo: la povertà, la crisi, la voglia di costruire una vita altrove. Anche i gusti e i prodotti culturali del tempo sono descritti alla perfezione. Sono contenta di aver letto il libro e di non aver ascoltato le voci perché è stata una bellissima lettura, non ho mai avuto difficoltà o problemi ad andare avanti. Gli scrittori irlandesi non scrivono libri sempre leggeri ma questo ha superato di gran lunga le mie aspettative. Ad ogni modo, consiglio caldamente la lettura di questo libro.

Buona lettura,

Alessandra

 

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