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Recensione libro: L’eleganza del riccio di Muriel Barberry

L’eleganza del riccio di Muriel Barberry è diventato uno dei miei libri preferiti per alcune ragioni che ho intenzione di snocciolare in questa breve recensione. Per chi non avesse letto questo libro si tratta di un gravissimo errore al quale dovreste porre rimedio. Muriel Barberry descrive dei personaggi adulti e bambini con una complessità senza precedenti, essi sono profondi e ricchi di problematiche comuni alla maggior parte degli adolescenti.

 

 

  • Titolo: L’eleganza del riccio
  • Autore: Muriel Barberry
  • Editore: edizioni e/o
  • Prezzo: 8,65 euro
  • e-book: 8,99 euro

 

  • Trama: Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

 

Appena le dita sfiorano le pagine de L’eleganza del riccio diventa subito chiara una questione: non si tratta di un libro qualsiasi ma l’esperienza di lettura sarà destinata a rimanere nei cuori di chi la legge. Esistono diverti tipi di libri, che siano romanzi o saggi, destinati a rimanere nel cuore delle persone ma difficilmente uno stesso libro riesce a colpire diversi lettori. È il caso della Barberry la quale narrazione si presenta come un inno alla vita in un barlume di esperienze senza ritorno. Il libro è ambientato a Parigi nella quale la giovanissima Paloma e un’adulta Renèe vivono. La prima, Paloma, è una ragazzina ricca ma infelice. La madre passa le sue giornate ad organizzare pacchetti di bellezza, sedute di wellness e il padre è quasi assente nella vita della ragazzina.

 

Ma la giovanissima non è una bambina come le altre; non ha bisogno di amichetti con cui giocare, perché alla sua età è molto matura ed è anche una persona intellettivamente validissima, molto più delle sue coetanee. Riesce ad afferrare criticamente e saldamente le filosofie e a ritradurle in concetti per la vita. Ultimamente, molte ragazzine per ragioni eterogenee hanno preferito abbandonare le loro esistenze perché incapaci di essere capite, la nostra Paloma decide lo stesso. In un contesto nel quale non si è in grado di inserirsi la morte sembra l’unica scelta plausibile. È possibile sentirsi così stanchi in un’età in cui le esperienze della vita sono scarse? La risposta per l’autrice francese è sì. Attraverso le pagine di questo libro il lettore affronta le inquietudini e le incertezze della ragazzina, con una sorta di monologo in cui ella esprime le modalità della sua morte e perché ha intenzione di abbandonare il corpo e la vita.

 

Parallelamente alla storia di Paloma, si snocciolano le incertezze e le apatie di Renèe una donna adulta, apparentemente non simpatica, e l’unica in grado di dare un momento di leggerezza alla ragazzina.La donna riesce a dialogare e a comunicare con lei più di quanto non faccia la madre. Reneè sembra essere in grado di abbandonarsi alle sensazioni e ai sentimenti, perché non ineccepibile nelle situazioni. Nonostante ciò la donna incontra un facoltoso e intellettuale giapponese con la quale scopre l’amore per sé stessa e la voglia di iniziare ad abbigliarsi o a dedicarsi all’altro.

 

In questo libro sono presenti le nostre ansie contemporanee: l’incertezza di una vita stabile, l’inquietudine verso il futuro, l’incapacità di dedicarsi agli altri, la giovinezza, l’età adulta, la bellezza e la magrezza. Tutti argomenti trattati con delicatezza dall’autrice. È difficile vivere in un contesto estraneo e non sentirsi parte di esso. Paloma decide di programmare la sua morte perché non riesce ad integrarsi completamente e la sua intelligenza, potremmo dire anche lungimiranza. Un libro consigliato per le persone che hanno perso la speranza nella loro vita.

E’ presente anche una trasposizione cinematografica.

Voto

 

One Comment

  1. Gabriele Gabriele aprile 9, 2018

    Se siamo obbligati a porre rimedio ok, gli ridaró una possibilità, quando era uscito c’era troppo clamore era di moda, l’avevo iniziato e non aveva soddisfatto le mie aspettative forse perché tutti ne parlavano con troppa insistenza Grazie

     

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