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Recensione libro: L’età dell’innocenza di Edith Wharton

Edith Wharton è una di quelle grandi scrittrici americane mai citate o elogiate abbastanza. Dell’autrice ho letto tanti romanzi, se vi siete persi la recensione di Triangoli imperfetti andate qui e gustatevi una nuova recensione della scrittrice statunitense sull’opera che l’ha resa celebre: L’età dell’innocenza. Prima donna ad aver vinto il Pulitzer della sua nazione con quel romanzo che spezzava le convenzioni ottocentesche.

 

 

  • Titolo: L’età dell’innocenza
  • Autore: Edith Wharton
  • Editore: Bur Rizzoli
  • Prezzo: 12 euro (attualmente su Amazon a 6,75)
  • e-book: 2,99 euro

 

  • Trama: “Un romanzo sulla libertà che non ha mai esaurito il suo potere sovversivo, perché la libertà di cui parla la Wharton non è affatto legata alla società, ormai tramontata, che lei racconta. Ellen Olenska, rarissimo esempio di un grande personaggio femminile positivo, ci insegna che la vera libertà è la consapevolezza e si conquista attraverso la capacità di guardare le cose come sono. L’amaro che ne consegue è senza tempo.”

L’età dell’innocenza è un romanzo storico che ho ricevuto all’università perché dovevo presentare una relazione su Mead e per ricompensa mi è stato regalato questo straordinario capolavoro. Già, ogni tanto qualcuno ricorda che i libri sono i regali più affascinanti. La storia è ambientata in una sfarzosa, elegante e colma di convenzioni America nella quale la combinazione del matrimonio regna sovente. Newland Archer è un galantuomo newyorkese degno rivale del nostro amato Mr Darcy, intento a portar avanti gli  affari e un fidanzamento con la bellissima e graziosa May Welland. La giovane donna ha tutte le qualità che un galantuomo del tempo possa desiderare da una giovane sposa è ben educata, attenta al modo di abbigliarsi e perfettamente in grado di gestire le situazioni convenzionali e formali.

Newland è infatti attratto dalla giovane donna, la trova dolce e romantica. Come prima qualità del grande capolavoro dell’autrice è possibile scovare lo stile senza tempo e l’eleganza con la quale descrive minuziosamente personaggi e contesto; sono molto affascinata dai contesti americani, in quanto diversi gli uni dagli altri, essi necessitano della giusta descrizione e l’autrice non viene meno su nulla. Questa apparente quiete viene messa in discussione dall’arrivo di una donna con caratteristiche fisiche particolarmente generose e attraenti, l’inopportuna ma affascinante madame Olenska, ex moglie del facoltoso Olenski.

La donna è guardata a vista dalle altre signore, la trovano sciatta e disdicevole, soprattutto nel modo di fare. L’unico a non aver pregiudizi se non una sorta di effimero fascino e reverenza per la conoscenza e i modi di fare della donna è proprio Archer, pronto ad un certo punto a mettere anche in discussione i sentimenti per la giovane Welland. Il fulcro della narrazione è proprio questo, la Wharton intendeva rompere gli schemi di una società apparentemente perfetta ma con una molteplicità di “scheletri nell’armadio”. Madame Olenska risponde agli uomini è capace di intrattenere più conversazioni e non sa mai come cessarle, perché parla nella stessa misura in cui ragiona, senza utilizzare gli stereotipi e i filtri imposti dalla società.

L’odio che scatena la rabbia delle donne newyorkesi è legato al divorzio che la contessa Olenska ha ottenuto dal marito, un divorzio possibile dal punto di vista legale ma quasi mortale dal punto di vista sociale. La grande battaglia dell’autrice per la rottura di schemi tramuterà in un calvario dei due personaggi che porterà alla vittoria della convenzione in una fase iniziale, con la promessa di matrimonio precedentemente stabilita.  Newland di professione fa l’avvocato, ma è legato alle dicerie della sua gente e accetterà di sposare May Welland. Egli è convinto che fare ciò che è giusto lo porti anche a dimenticare quella figura sinuosa che ha minacciato la sua quiete. Purtroppo, per lui l’amore non fa sconti a nessuno e il romanzo si riapre proprio sui sentimenti dei protagonisti. Un’altra battaglia presente in tutti i romanzi della scrittrice è l’amore, unico contenitore della tenerezza umana in grado di abbassare le gradazioni delle lenti di una società del controllo sulle relazioni. L’innocenza è la grande protagonista del romanzo in cui si cerca di spiegare perché anche di fronte ad un amore molto grande le reticenze della società intervengono e pongono fine ai sentimentalismi.

L’autrice ha scritto l’età dell’innocenza nel 1920 e nell’anno successivo ha vinto il premio Pulitzer. Inutile consigliare un capolavoro del genere, anche se dal punto di vista stilistico appare leggermente pesante nelle prime battute non vi pentirete della lettura. E’ disponibile anche una trasposizione di Martin Scorsese con protagonisti Daniel Day-Lewis, Winona Ryder e Michelle Pfeiffer

Voto

 

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