Press "Enter" to skip to content

Recensione libro: Le braci di Sàndor Màrai

Capita spesso di acquistare dei libri, con la voglia di leggerli, ma per impegni o altre motivazioni restano lì senza la possibilità di riflettere sulla grandiosità di quanto si possiede. È il caso de “Le Braci” di Sàndor Màrai uno scrittore non molto famoso ma ritenuto uno dei più grandi “del mestiere”.

 

Titolo: Le braci

Autore: Sàndor Màrai

Editore: Adelphi

Prezzo: 8,50

e-book: 6,99

 

Trama: Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: “una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione”. Tutto converge verso un “duello senza spade” ma ben più crudele. Tra loro, nell’ombra il fantasma di una donna.

“Le braci” sfiora a stento le duecento pagine, ma ciò che contiene al suo interno è frutto del genio letterario di Màrai. Non è un autore molto conosciuto, come accennavo, ma riesce a rievocare uno stile di scrittura ormai abbandonato. L’autore è europeo e ha vissuto per qualche anno in America, ma ambienterà la sua travagliata e drammatica storia in Austria. Il protagonista è un anziano generale che, per qualche strana ragione, vive in solitudine in una tenuta molto bella. L’autore ha uno stile dettagliato di scrittura, riesce a far familiarizzare il lettore con i luoghi e con gli stati d’animo dei protagonisti. Il senso primo della scrittura poetica ed esaustiva dell’autore è di mettere a confronto due uomini che, per quarant’anni e varie peripezie, sono stati incapaci di incontrarsi e di porre fine alle guerriglie d’animo che si erano abbattute su di loro.

 

Sono presenti dei protagonisti secondari, come la governante Ninì, ad agevolare la suspense e l’ansia dell’incontro. I due uomini, ormai anziani, hanno dei segreti da confessare e lo fanno in dialoghi estenuanti. Ammetto di non essere particolarmente affascinata dai romanzi famigliari o da scritti troppo sentimentali, ma è stata una particolare sorpresa poter leggere un libro così denso. Ho l’abitudine di dire che Adelphi non delude mai e nel mio caso è realmente così. Ho potuto notare come l’autore ha dato dignità a due personaggi ormai alla deriva, anziani che aspettano ignari della bellezza della vita, la morte.

 

Voto

 

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: