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Letture di inizio anno: gennaio e febbraio 2019

Salve a tutte lettrici e lettori,

Se l’inizio dell’anno invoglia i lettori a cimentarsi in nuove letture,
selezionandone alcune impensabili purtroppo io mi sono dovuta accontentare di
una ristrettezza perché non ho avuto molto da leggere. Il periodo
post-universitario, per chi non lo conoscesse, è un tumulto di emozioni,
rabbia, sensazioni discordanti e il fallimento sembra sempre essere dietro la
porta.

Ciò sarà sicuramente riferito alla condizione precaria dei giovani e alla
nostra attuale e poco soddisfacente divisione del lavoro. Ma vorrei dare un
consiglio a coloro che stanno leggendo questo articolo: non lasciatevi mai
sopraffare! Se gli esami sembrano parte di un percorso lineare, risulta
importante e doveroso interrogarsi sulle proprie scelte. Ho scoperto che in
questi due mesi ho tentato di fare tutto e alla fine non ho fatto un bel
niente.

Riprendendo la motivazione per la quale ho deciso di scrivere, vorrei proporre in un unico articolo un insieme di letture che hanno caratterizzato questi due mesi, auspicando anche a letture più prolifiche. 

Gennaio 2019

Stoner di John Williams: Raccontato da tutti come la vita
banale di un uomo austero e ordinario, invece descrive e incarna le ansie e le
paure di un’America che abbiamo conosciuto per tanto tempo. Un uomo solitario,
ancorato ad una quotidianità angusta, un eccellente studioso. Uno dei libri più
belli che io abbia mai letto nella mia vita. 5/5

L’avversario di Emmanuel Carrere:
Nato da un evento di cronaca raccapricciante a sfondo famigliare. L’autore è
anche colui che ha avviato una serie di contatti con il colpevole, posto di
fronte ad una dualità emotiva e ad una frattura dell’anima. 5/5

 

C’era una volta il cinema: un
insieme di memorie, parole, ricordi cinematografici legati alla memoria del
grande regista Sergio Leone 4/5

 

A sangue freddo di Truman Capote:
un grande autore si reinventa giornalista forense, uno dei più grandi
capolavori di genere della letteratura statunitense. Attuale e tagliente,
assolutamente da non perdere! 5/5

Amatissima di Toni Morrison: un
romanzo che racconta più del razzismo o del legale fra oppressore e oppresso,
un inno alla maternità come empatia umana, colma di sentimenti e carica di
pensieri positivi per dei popoli oppressi e ridotti alla marginalità. Toni
Morrison è necessaria, qualsiasi sia il gusto letterario 5/5

The Game di Alessandro Baricco: credo
che ve ne parlerò in una recensione; sono rimasta delusa e insoddisfatta dalla
trattazione degli argomenti e delle tematiche, secondo me troppo ovvie e
facilmente deducibili. Mi aspettavo una riflessione più acuta e in sincronia
con i cambiamenti della rete 3.5/5

 

Febbraio 2019

The Souls of Black Folk di W.E.B. Du Bois (o Dubois; DuBois): è difficile
definire il lavoro di uno dei più grandi intellettuali neri che la storia abbia
mai conosciuto. L’edizione che ho avuto modo di leggere (enriched classic) ha
aggiunto un’introduzione molto utile al lavoro dello studioso e l’opera, di per
sé, analizza la formazione dello studioso delineando anche le difficoltà nel
definire la “razza” nera 5/5

Up from Slavery di Booker T. Washington: Legato al testo di Du Bois, per
visioni contrastanti e difficoltà nel definire la comunità afroamericana. Se il
primo lottava costantemente per una formazione culturale e una presa di
coscienza, Washington promette di elevare la sua gente attraverso un sistema
lavorativo più affine al moto di produzione capitalistico e di asservimento che
all’ottenimento e al riconoscimento dei diritti inalienabili dell’uomo 

4/5

 

La solitudine del cittadino globale di Zygmunt Bauman: un testo molto
interessante risalente a fine anni novanta, proposto in edizione universale
economica Feltrinelli. L’autore si interroga sulla sorte dell’umanità, sul
controllo, la sicurezza e il nostro rapporto con il mondo esterno e le
relazioni. Tutto ciò è arricchito da una serie di condizioni interessanti come
il rovesciamento di un concetto molto utilizzato, il multiculturalismo 5/5

 

 

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