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Recensione libro: La città e la metropoli di Jack Kerouac

Pochi giorni fa media e giornali hanno festeggiato il centenario di Ferlinghetti, un uomo apparentemente comune ma figlio di una cultura americana sommersa e tralasciata. Ferlinghetti ha vissuto una vita immerso nei libri, provando con successo a raccontare le storie della Beat Generation, quel movimento culturale, musicale e stilistico che ha saputo affascinare molti grandi della letteratura statunitense. Oltre al mio omaggio, vorrei poter parlare per la prima volta qui sul blog di Jack Kerouac, un autore affascinante quanto controverso. Vorrei farlo con il primo libro che ha segnato la sua carriera letteraria: La città e la metropoli

 

Titolo: La città e la metropoli
Autore: Jack Kerouac
Editore: Newton Compton Editore
Prezzo: 4,00 euro
e-book: disponibile con altri editori
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Trama:Protagonista del romanzo, il primo di Kerouac a essere pubblicato, è la famiglia Martin, originaria dell’immaginaria “città” di Galloway, Massachusetts (molto simile alla vera Lowell), i cui membri sono destinati a perdersi nella “metropoli”, New York. Vivida e precisa è la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto i cinque ragazzi Martin, ognuno dei quali incarna un diverso aspetto della personalità dell’autore. L’afflato religioso, la commovente rappresentazione del rapporto padre-figlio, l’esuberanza visionaria della scrittura, fanno di questo romanzo l’inizio del viaggio “sulla strada” del padre della Beat Generation.
 
La Beat generation è un movimento culturale, sociale, letterario, musicale e successivamente sfociato nel politico che abbraccia la prima parte del novecento americano(si sviluppa negli anni ’50). Tra i grandi fautori del movimento troviamo Ginsberg, Ferlinghetti, Burroughs, Kerouac che hanno saputo movimentare un’intera generazione di giovani. Il movimento Beat verte sulla non convenzionalità, sul genere musicale legato alle culture afro-americane come il grande Jazz e appartiene alla cosiddetta generazione della gioventù bruciata. Il più grande romanzo di Kerouac legato a quel tipo generazionale è Sulla Strada ma il romanzo di cui vi parlo oggi rappresenta l’incipit di un grande lavoro biografico.
 
Certamente, non risulta molto facile leggere La città e la metropoli un libro che ho considerato fin dall’inizio un grosso apporto storico alla letteratura americana. Nello scorrere delle lunghe pagine, sono riuscita a familiarizzare immediatamente con l’ambiente. Generalmente, questo romanzo gode di tre protagonisti e viene presentato come tale ma credo che il vero protagonista sia Peter perché incarna esattamente il concetto di giovane che l’autore voleva far trasparire. Kerouac ha vissuto una vita molto travagliata, nei suoi scritti possiamo apprendere la difficoltà di una vita che voleva essere vissuta al contrario dei passi che la società stava compiendo. Si parla di un libro scritto in prosa, eppure quando l’autore narra è come se stesse scrivendo delle poesie talmente profonde da rimanere al nostro interno più profondo e radicato.
 
I Martin sono la classica famiglia americana che vive in posti omogeneamente organizzati, ma disorganizzati dal punto di vista culturale. La città di riferimento è Galloway nel Massachusetts. Le note stilistiche suggeriscono un’impronta prettamente irlandese infatti lo stato del Massachusetts è stato abitato innanzitutto da irlandesi. La loro è una famiglia molto numerosa, attraversata da una vita americana sempre in cambiamento. Peter è annoiato, si dilegua spesso nelle librerie e prova ad emergere come giocatore professionistico di football. Tutti i personaggi non saranno mai contornati in modo nominale, ma saranno sempre presenti e attribuiranno vari sensi alle narrazioni dell’autore.
 
La metropoli per eccellenza che Kerouac intende mostrare è New York che diversifica poi inserendo altre realtà e altri viaggi come Denver, ad esempio. George Martin che incontrerete all’interno della storia rappresenta la figura dell’adulto, colui che guida i figli verso un futuro ancora incerto. Ho apprezzato molto la tenerezza e l’unione dei personaggi, il modo di incastrarli tutti perfettamente. Non ho mai visitato gli States, mio malgrado grazie a Kerouac mi sembrava di consumarle quelle strade, di avvertire realmente la differenza tra New York e il piccolo stato del Massachusetts. L’amore di Peter per una ragazza scioglierà altri dubbi sui sentimenti e sulle relazioni del tempo, facendo riferimento ad una società degli anni quaranta. 
 
Non ho apprezzato l’edizione e la traduzione, ma leggendo un po’ in giro mi sono resa conto di aver fatto fede a un’edizione non molto elaborata. Credo ce ne siano altre in giro certamente migliori. La mia copia è molto vecchia, quindi credo che troverete sicuramente qualcosa di più dettagliato. Non conosco in profondità la vita di Jack Kerouac, vorrei perché mi sono sentita molto vicina alla sua scrittura e ho protratto la lettura in un tempo prolungato perché avevo bisogno di continuare ad esperire. Se non l’avete già fatto, vi pregherei di leggere questo autore non vi deluderà mai. 
 
Lunga vita e prosperità,
Alessandra
 

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