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Recensione libro: cuore di tenebra di Joseph Conrad

Lettori e lettrici di libri da scoprire ben ritrovati all’appuntamento in cui interagiamo seppur con un medium “freddo”, consigliandoci libri e apportando considerazioni puramente letterarie. Ho avuto la possibilità, in quest’anno di riposo post-universitario, di poter seguire tutta la trasmissione di “per un pugno di libri” condotto da Piero Dorfles e Geppi Cucciari. In una delle ultime occasioni, la trasmissione ha suggerito la lettura di Cuore di tenebra scritto a fine ottocento da Joseph Conrad. In quell’occasione, ho deciso di rileggerlo possedendo in casa sia l’edizione in lingua inglese che l’edizione in lingua italiana.

  • Titolo: cuore di tenebra
  • Autore: Joseph Conrad
  • Editore: Einaudi
  • prezzo: 7,65 euro
  • e-book: gratis per kindle unlimited

 

  • Trama:Nel 1890 Conrad si recò per sei mesi in Africa: ne ritornò quasi in fin di vita, con un bagaglio di ricordi, disillusioni e “disgustosa conoscenza” da cui, nove anni dopo, sarebbe nato “Cuore di tenebra”. Marlow, il protagonista, viene ingaggiato da una compagnia commerciale e mandato in Congo. Qui, viaggiando tra gli orrori del colonialismo, incontra Kurtz, enigmatico personaggio reso folle dalla solitudine e da una “volontà di potenza” nella quale la civiltà bianca rivela il suo vero volto: quel “cuore di tenebra” che non è tanto l’oscurità della wilderness africana, quanto l’identità – la colpa – dell’uomo europeo

The Heart of the Darkness conosciuto in Italia come Cuore di Tenebra è un romanzo fugace che di frettoloso non ha nulla; alcuni libri odorano di conoscenza e di appetiti storici che si ripeteranno nel tempo senza lasciare tregua. Conrad era restio ad assimilare le ripercussioni storiche che stavano macellando il periodo  nel quale viveva, segnato da discordie e violenze barbare contro altre popolazioni ritenute primitive. Egli era a conoscenza del nostro modo di sentirci superiori e di voler aggiudicare un qualsiasi contentino o una forma ideologica errata.

I personaggi principali sono tre: il narratore, Marlow e Kurtz. Tra questi la figura principale è proprio Kurtz, un tedesco che apparirà sotto forma onirica e liminale nelle scelte delle operazioni militari ma presente in quanto incarna la differenza tra conscio e subconscio delle menti umane. Egli rappresenta la moralità dell’umanità, il fine che giustifica i mezzi delle azioni di guerra. Il protagonista racconta con ammirazione e quasi estraneità dell’operato di Kurtz. Un uomo in grado di intrattenere rapporti diplomatici, di asservire per il fine pubblico e funge da ri-educatore di una moralità ormai in degrado. Il romanzo è ambientato in Congo dove avvengono le peggiori barbarie. Ma chi è Kurtz? Un mostro immane? Una persona che differisce dagli altri? In effetti, non è altro che il solito capro espiatorio delle questioni ultime quando si tratta di prendere le distanza dalle azioni che riteniamo disumane. Credo che lui non rappresenti affatto un isolato cuore di tenebra, incapace del giudizio morale  ma che al contrario esso trascenda per fini altri e legati all’assoggettamento.

Il protagonista rivela che è contento di non essere come Kurtz perché le barbarie da lui commesse sono lontane dal nostro animo. Eppure, Conrad permette di riflettere esattamente su tale punto. Da quel momento ad oggi l’umanità ha commesso e continua a commettere altre atrocità come quelle. C’è chi lo chiama Olocausto, chi si riferisce a quelle azioni come condizioni necessarie per difendere lo Stato-nazione, chi richiama in causa il vecchio movente economico-politico. La realtà è che Cuore di tenebra non è la storia di un uomo al singolare, ma di un prodotto sociale e collettivo ben più infimo e radicato.

Il famoso regista Francis Ford Coppola ha proposto una rilettura che permette di validare la tesi appena presentata. In Apocalypse now, il regista cerca di spiegare attraverso tumulti, violenze e esasperazioni morali gli avvenimenti della guerra in Vietnam. Kurtz interpretato magistralmente da un Marlon Brando esasperato, riconduce il nostro pensiero alle ragioni per le quali noi riteniamo che uomini come Hitler o Kurtz siano casi isolati. Oppure un qualsiasi altro generale di guerra del Vietnam che poco centra con i personaggi appena citati. Davvero riteniamo che questi soggetti siano stati solo colpiti da follia e devianza? Oppure quella banalità del male tanto descritta dalla Arendt gettano il buio ancora oggi sulla nostra umanità? Perché le azioni che compiamo quotidianamente contro le migrazioni potrebbero avere un colpevole identificabile con nome e cognome, ma ancora una volta non saremmo in grado di individuarne le cause.

Per questo Cuore di tenebra va letto e analizzato minuziosamente, perché il dovere morale di saper riconoscere gli avvenimenti e di storicizzarli è molto più importante che prendere le distanze da alcune azioni che riteniamo incapaci di essere collegate alla nostra persona.

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