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Recensione libro: Chiamami col tuo nome di André Aciman

Il sogno di ogni bibliofilo è di trovare il libro perfetto, della vita. Esistono migliaia di hobby al mondo e anche la lettura sembra rientrare in questa vasta categoria. Esattamente come tanti hobby, spesso si frequentano posti e si svolgono attività per la passione che emana alcune sensazioni e si finisce per leggere solo per passione senza trovare un libro davvero interessante. Sono stata fortunata perché tra il 2018 e il 2019 le letture mi sono piaciute sul serio e ho trovato anche alcuni libri che lasceranno per sempre il segno: Compulsion e Stoner ne sono l’evidenza.

 

  • Titolo: Chiamami col tuo nome
  • Autore: André Aciman
  • Editore: Guanda
  • prezzo: 14,45 euro
  • e-book: 1,99 euro

Trama:Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”

 

 

L’anno scorso ho guardato Call me by your name di Luca Guadagnino e mi sono innamorata di attori, personaggi, storie…

Sembrava essere tutto perfetto.

Quest’anno ho finalmente deciso di acquistare il libro e credo di non aver mai letto nulla di più bello e poetico in vita mia, mai.

Non sono quel tipo di persona che apprezza molto le storie d’amore perché non credo che sia possibile raggiungere un amore come Elizabeth e Mr Darcy o qualcosa di così perfetto e poetico a là William Shakespeare.

Invece Elio e Oliver, Oliver e Elio entrano in simbiosi con tutto ciò che amo del sentimentalismo. Adoro alla follia i personaggi un po’ underground che amano la conoscenza e sono avvezzi alla cultura cinematografica, letteraria e musicale. Elio è un ragazzo apparentemente semplice ma complesso e quasi inusuale. Credo che di lui colpisca la sensibilità acuta, non particolarmente frequente nell’adolescenza. Acìman fa riflettere molto anche sulla religione e sulle relazioni interpersonali ho trovato la definizione di “ebrei modesti” molto pesante, come se non bastassero mille parole per poter descrivere una sofferenza così pressante. La lunga storia e il travagliato dolore dell’ebraismo definito come una mera condizione religiosa mostra un’abitudine al nascondere il non concesso, una sorta d’identita negata– per dirla con Goffman– che passa in sordina, ma in realtà racchiude una costrizione troppo forte da sopportare.

 

Parlo di ebraismo perché entrambi i protagonisti lo sono. Mentre Elio è educato al fine di nascondere le sue origini, come se non importasse ostentarle, Oliver decide di mostrare con fierezza la sua identità e lo fa riferendosi a tutte le parti nel mondo in cui si è sentito “lo strano ebreo”, ad esempio nelle comunità cattoliche del New England. Ciò è un’assordante similitudine con l’identità omosessuale, ad esempio, cercare di nasconderla in luoghi in cui purtroppo l’identità di genere è più importante della persona stessa che sta agendo e parlando. È una tematica che non può e non deve essere lasciata al caso.

le barriere che innalzo come se tra me e il mondo ci fossero non uno, ma molti strati di porte scorrevoli in carta da riso, l’urgenza di criptare e decriptare ciò che , in realtà, non è mai stato codificato…

Giunti al punto in cui analizzo il rapporto interpersonale tra i due, mi sento di dire che la loro storia d’amore è forse una delle più belle che io abbia mai letto in letteratura. Elio e Oliver si prendono e combaciano dall’inizio, non esiste alcun rimorso e alcun pentimento. Si tratta di un’esplosione di sensi e sentimenti che difficilmente possono svanire. Il romanzo non intende focalizzare l’attenzione sull’omosessualità esclusiva o sul genere sessuale dei protagonisti. Esso piuttosto compie una sorta di lavoro onirico in cui i protagonisti scoprono la subitaneità e la pervasità del desiderio. Che cosa significa volere qualcuno fino allo struggimento del proprio essere? Forse è realmente questo il messaggio cruciale, che l’amore non ha per forza un lieto fine e potrebbe anche essere una storia di solo un attimo. Ma è bello leggere di un mondo così profondo…

Vorremmo tutti amare così tanto.

 

Io aspetto “find me” il prossimo romanzo, sequel, in uscita ad ottobre 2019.

Voto:

 

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