Press "Enter" to skip to content

Recensione libro: Cecità di José Saramago

Cecità di José Saramago risulta essere un esperimento di grandissimo impatto emotivo e di straordinaria intelligenza nel collegare l’epidemia con l’effetto dell’emotività umana. Quando mi sono imbattuta nella trama del romanzo, tra lo scaffale della libreria, ho sentito in me un forte impulso nell’acquistarlo. Non si tratta del primo lavoro o di un primo autore ad utilizzare tematiche così potenti attraverso il contagio. Uno dei casi più riusciti è facilmente riscontrabile nelle opere di Albert Camus.

 

  • Titolo: Cecità
  • Autore: José Saramago
  • Editore: Feltrinelli
  • Prezzo: 8,07 euro
  • e-book: 6,99 euro
  • Sinossi: In un tempo non precisato, l’autore premio nobel José Saramago scrive di un’epidemia fatale per una popolazione. La maggior parte dei membri è affetta da cecità, una cecità non comune. Non si tratta di un romanzo fantascientifico ma di una metafora dell’esistenza priva di moralità e solidarietà.

 

Il testo assume dei caratteri sociologici, pedagogici e politici molto efficienti al fine di strutturare un’analisi della cooperazione umana. Il libro si apre con uno scenario raccapricciante: un uomo corre verso il vuoto perché è incapace di vedere. Il vuoto non è reale o infinito, si tratta semplicemente di una città in cui all’inizio era capace di riconoscere tutte le sfaccettature e ora non può più farlo. Apparentemente, questa cecità non può essere catalogata come le altre perché il paziente fornisce delle spiegazioni sintomatiche che non coincidono con quanto si conosce della patologia, nella specificità.

La patologia della cecità che si presenta come tale, viene smentita da un medico che analizza le cause apparentemente inspiegabili. Con l’aiuto di sua moglie, essi cercano di trovare un rimedio. Di lì a poco, si presenteranno delle minacce rilevanti che porteranno sempre più soggetti a soffrire della stessa patologia, impotenti e incapaci di agire. I sintomi sono diversi: i ciechi di Saramago vedono altre cose. I ciechi sono esiliati dalle loro case, vivono come camerati. Hanno fame e si sentono eliminati dalle loro esistenze.

Il messaggio politico è avverso quanto chiaro, quando un governo nota una differenza inspiegabile o non conforme agli standard, l’eliminazione sembra essere l’unico obiettivo da perseguire. Inoltre, in sciagure come questa è richiesta una forte azione collettiva che dovrebbe strutturare la solidarietà umana, ma invece il tutto si dilegua in azioni meccaniche e nell’atavico tentativo di afferrare uno spiraglio di sopravvivenza. Altro messaggio chiaro e imponente; quando la diversità comporta un pericolo di vita, tendiamo tutti a scappare e ad ammassarci al contrario al fine di perseguire il nostro fine individuale e di salvare solo ed esclusivamente la nostra vita.

Saramago possiede uno stile di scrittura non molto facile da leggere, indicato per alcuni lettori. In questa categoria purtroppo io non rientro. Non esistono punteggiature, ma enormi periodi in cui si sceglie di inserire anche dialoghi confusi e poco efficaci per catturare l’attenzione del lettore. Ho trovato difficile leggere più pagine nello stesso giorno, eppure la presentazione e il progetto narrativo mi sembravano evocativi. Il contenuto della storia è originale, vicino alle nostre epoche moderne. Si tratta certamente di un ottimo libro, ma lo stile purtroppo comporta una serie di falle che non possono essere tralasciate.  In generale, ho apprezzato moltissimo i contenuti ma non credo di essere affine alla narrativa dello scrittore.

voto: 3.5

 

 

 

 

 

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: