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Stranger Things 3: La recensione (SPOILER)

Stranger Things 3, oltre a molte altre serie tv che Netflix farà uscire, era attesissima per questa estate. Dal 4 luglio è diventata disponibile per i possessori di un account Netflix, dopo un’attesa importante. I protagonisti della serie: Eleven, Mike, Lucas, Max, Will e Dustin sono cresciuti molto e hanno a che fare con un mondo in evoluzione. Prima di tutto, cambia lo scenario e il modo di vivere: possiamo notare il passaggio da una comunità (quella di Hawkins, Indiana) alla società di massa contornata dalle giornate passate nei grandi Mall americani.

L’inizio

I ragazzi di ST sono convinti di aver risolto i loro problemi, soprattutto di avere chiuso il passaggio con il Sottosopra ma ben presto scoprono che, in realtà, degli scienziati russi stanno conducendo degli esperimenti per riaprire la porta. Le minacce iniziano a palesarsi quando Dustin trova un messaggio russo in codice, Joyce scopre che le calamite dopo diversi blackout,avvenuti in città, non si attaccano al frigo. Will, invece, avverte la presenza del Mind Flayer. Protagonista indiscusso della serie è Bill, il fratello di Max.

Bill, in una sera isolata, finisce fuori strada con l’auto e viene attaccato dal Mind Flayer, una creatura enorme con cui Bill nelle precedenti stagioni ha fatto i conti. La creatura si impossessa del corpo del ragazzo e mette su un esercito di scorticati. Ad accorgersi di strani avvenimenti ad Hawkins, è Nancy; mentre lavora per l’Hawkins Post trova una pista particolare in cui la signora Driscoll le dice che i topi scappano dai luoghi in cui vivevano e si cibano di materiali chimici. I riferimenti alla signora Driscoll, per quanto mi concerne, richiamano l’ambientazione degli ultracorpi. Infatti, gli scorticati sono un gruppo di persone sostituite dall’entità e trovo un’analogia calzante con le trasposizioni cinematografiche nate dai lavori di Jack Finney.

Politica, ideologia  e subcultura

E’ presente una forte discussione politica ovviamente giocata dal mondo comunista che si contrappone all’ideologia del capitale americano. Il nemico è il comunista russo che intende invadere l’America e le libertà che sono arrivate ad Hawkins con la nascente società di massa. Le considerazioni politiche sono chiarite anche dai discorsi che Erica, la sorella di Lucas, propone al gruppo di amici. Entra in scena anche Robin, nuovo membro del gruppo e chiave cruciale di svolta per l’interpretazione dei messaggi russi.Non manca l’analogia con la cultura anni ’80, i giochi Arcade, ritorno al futuro, la lettura dei fumetti e sicuramente l’immenso tributo al film di Romero scomparso da poco. Oppure il nemico russo che si muove come il Terminator di Schwarzenegger.

La relazione tra Mike e Eleven è molto salda, tanto da divenire sempre più romantica e legata a un forte sentimentalismo. Dustin passa le sue giornate con Steve, dopo essere stato fuori un anno. Il gruppo sta crescendo e si frappongono tra di loro delle differenze che porteranno, secondo, me a una separazione.

Considerazioni personali

Ho apprezzato molto la fotografia e lo strutturarsi della trama. L’invasione e la modifica del corpo rappresentano per me un’interesse molto elevato. Bill è stato eccezionale in questa stagione, non ho apprezzato l’evolversi della battaglia finale del Mind Flayers oppure quest’analogia con i russi che non è stata gestita proprio bene. L’aggiunta al cast principale di Erica e Robin ha di fatto arricchito la storia dei personaggi, quindi è stata un’ottima scelta. Alcune cose sono state lasciate al caso e la morte di Hopper non ha aggiunto nulla di necessario alla narrazione. Tutto è in regola, ma manca quel qualcosa che rende impeccabile un lavoro che secondo me poteva esserlo. E’ chiaro che la narrazione è rimasta in sospeso, dovremo aspettare la prossima stagione per giungere a un epilogo certo.

Voto: 4,5/5

 

 

 

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