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Recensione libro: Limonov di Emmanuel Carrére

Limonov è il mio secondo romanzo dell’autore Emmanuel Carrére, il primo libro che avevo letto mi ha entusiasmata così tanto da decidere di leggere altro materiale dell’autore. Secondo me, una delle caratteristiche che contraddistingue l’autore è la ricerca di una profondità interiore legata ai personaggi che descrive.

Titolo: Limonov

Autore: Emmanuel Carrére

Editore: Adelphi 

Prezzo: 10,20 euro

e-book: 6,99 euro

 

  • Sinossi: Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: “è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados.

In Europa probabilmente non si sa molto di Eduard Limonov, eppure Carrére sembra essere molto affascinato dalla sua controversa figura. In una giornata di fine anni novanta, l’autore già celebre come giornalista, si reca in un luogo nel quale Limonov è presente e decide di seguirlo al fine di raccogliere un memoir  preciso sulla sua vita.

Esattamente come in altri romanzi in cui Carrére indagava sull’animo delle persone che compievano determinate gesta, lo scrittore intende farsi un’idea precisa sulla persona e seguire tutti i movimenti della stessa. Il testo si suddivide in tanti piccoli momenti storici in cui Limonov si muove. Ma chi è Limonov? Egli è stato un partecipante della guerra jugoslava patteggiando per i serbi ed è noto per essere uno dei più temibili avversari di Vladimir Putin. L’uomo ha avuto modo di conoscere diverse realtà; è cresciuto in Ucraina ma ha viaggiato in altri paesi.

Un uomo straordinario?

Nella prima parte del testo, attraverso la penna dello scrittore, egli si racconta e inizia a tracciare le gesta del suo operato. Racconta aneddoti molto personali, le amicizie, le influenze, perché ha deciso di occuparsi degli aspetti politici della sua gente. Traspare subito l’interesse di affermarsi di sentirsi in un certo senso superiore e nato per poter fare la differenza nel suo tempo.

Nel corso della narrazione, l’autore vacilla spesso sull’essenza del Limonov persona. Non è in grado di capire se sia sbagliato sul suo conto o se la vita di quest’uomo ha dello straordinario. Certo, all’interno del libro, sono presenti degli eventi discutibili e di efferate violenze cui è difficile prenderne parte al fine di giustificare. Però, ritengo che l’abilità dello scrittore francese sia proprio questa: adottando uno stile critico nei confronti di una storia intima e persona egli riesce a narrare una storia e a renderla unica come ha fatto ne L’avversario. 

Lo stile di scrittura è davvero molto scorrevole; sono riuscita  a trovare interessante un argomento completamente nuovo per me, storico, di cui non sapevo nulla. Consiglio davvero di leggere Limonov.

Voto: 4/5

 

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L’avversario

 

 

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