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Recensione libro: Un oscuro scrutare di Philip K. Dick

La bibliografia prolifica di Dick suggerisce spesso  dei romanzi o dei racconti cult divenuti virali nel tempo: Basti pensare al successo senza tempo di Blade Runner o a capolavori come Ubik. Il romanzo analizzato oggi è un oscuro scrutare da cui è  tratto l’omonimo film d’animazione con Keanu Reeves nel 2006.

  • Titolo: Un oscuro scrutare
  • Autore: Philip K. Dick
  • Editore: Fanucci
  • Prezzo: 13,60 euro
  • e-book: 5,99 euro

 

 

 

 

Sinossi: Los Angeles, 1994: una droga misteriosa, la sostanza M, invade il mercato seminando follia e morte. La sua origine è ignota come la sua composizione e l’organizzazione che la diffonde. Bob Arctor, agente della sezione narcotici, si infiltra fra i tossici che ne fanno uso, per scoprire chi dirige le fila del traffico illegale: un abito speciale nasconde ai colleghi la sua identità e una sofisticata apparecchiatura elettronica gli consente addirittura di spiare sé stesso nella sua nuova condizione di drogato. Bob giungerà alla verità solo dopo essere sprofondato nel buio e nella disperazione della dipendenza. Un romanzo di straordinaria potenza emotiva, dedicato idealmente a quella generazione che dopo aver sognato un mondo diverso ha scoperto il baratro delle droghe, della dipendenza, dell’annullamento di sé. Canto del cigno di una generazione, Un oscuro scrutare è una vetta amara e lirica dell’opera di Philip K. Dick, e allo stesso tempo un romanzo sospeso tra giallo e fantascienza, ambientato in un futuro dominato dalla tecnologia e dalla manipolazione sociale.

Un oscuro scrutare è un romanzo che, tra le prime pagine, diventa un sapere da depositare in libreria e da rileggere di tanto in tanto. Philip K. Dick è uno degli autori che apprezzo e stimo di più. La sua intelligenza senza tempo è accompagnata da una profonda lungimiranza e da un disarmante resoconto sulle nostre dipendenze e tecnologie. In questo romanzo, l’autore riflette su un tema molto importante: le tossicodipendenze. Dick era un chicagoan che aveva vissuto in pieno l’epoca post sessantotto e l’incertezza degli anni settanta, anche se descriverà un contesto degli anni novanta. Gli anni ’80, invece, furono davvero il decennio delle dipendenze.

Le droghe e il controllo nell’universo di Dick

L’incipit racconta di una sostanza pericolosa che influisce e modifica il cervello. Rimane agile e usufruibile solo una parte di esso che, resosi conto dell’inutilizzabilità dell’altro, prova a funzionare con enormi ripercussioni. La sostanza M è una droga non trattata da laboratorio la quale necessità di essere fermata, considerate tutte le mortalità che sta creando.Ad interessarsi della questione sono diversi personaggi: Robert Arctor il quale sperimenterà egli stesso le droghe e Donna Hathaway una figura emblematica e subdola. All’inizio Bob non conosce la natura delle sue indagini. Le autorità giudiziali seguono i drogati e li braccano, senza essere scoperti. Ma in questo romanzo, non è decisivo l’occhio altrui; è la possibilità di guardare dentro sé stessi che differisce. E’ come se l’autore avesse voluto dare un parere soggettivo alla scelta della dipendenza.

Quando Bob è costretto ad abbandonare sé stesso per vestire i panni dell’uomo della droga, egli è costretto a scrutare in sé stesso. Non è facile ciò che vede e ciò che percepisce, ma soprattutto non è in grado di mescolare le due visioni (quella dell’altro e la sua). Un oscuro scrutare è un romanzo molto interessante che verte anche sul concetto di verità-finzione già analizzato da Philip Dick in altri romanzi. Lo consiglio assolutamente e in velocità!

Voto:5/5

 

 

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