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Recensione libro: Il giro di vite di Henry James

Il giro di vite è considerato all’unanimità un grande romanzo dalle ambientazioni gotiche e ha ispirato alcuni film legati al tema trattato al suo interno. James non è un nome sconosciuto, prolifico romanziere statunitense che va ad ampliare ancor di più la letteratura americana del Massachusetts.

Titolo: Il giro di vite

Autore: Henry James

Editore: Universale economica Feltrinelli

Prezzo: 7,65 euro

Sinossi:l libro venne pubblicato nel 1898, dapprima a puntate e solo in seguito in volume. Una giovane istitutrice viene chiamata per seguire due bimbi rimasti orfani e affidati alle cure di uno zio che, per diverse ragioni, non può occuparsi di loro. Questi assume la giovane donna a una sola condizione: di non contattarlo mai, qualsiasi cosa succeda ai ragazzi. Pertanto dovrà risolvere da sé ogni tipo di problema. Sempre! L’istitutrice fa quindi la conoscenza dei due ragazzi di ritorno dal college. Sono veramente intelligenti e adorabili. Lei si appassiona al lavoro e tutto sembra procedere per il meglio… sennonché cominciano ad apparire per la casa, sempre più sinistramente, due figure: un uomo con i baffi e una donna vestita a lutto… Un classico della letteratura gotica che ha ispirato decine di film e miniserie tv, opere liriche e teatrali, persino fumetti, qui tradotto dalla vibratile penna di Luigi Lunari.

In un’epoca a noi distante e lontana, Henry James descrive una vicenda raccapricciante e che ha dell’incredibile. Un’istitutrice è chiamata da un signore con il quale non avrà rapporti, per seguire i suoi due figli. Nella mansion indicata si muovono delle vicende strane, sinistre. L’istitutrice viene a conoscenza di due presenze ‘spiritiche’ e che non possono essere elaborate attraverso la razionalità umana. Tali presenze le incontra più volte lungo la sua permanenza; dopo qualche incontro strano e particolare decide di parlarne con un’altra personalità della casa: la signora Grose, la quale lungo tutto il periodo, non smentisce né conferma al lettore le presenze.

Realtà o immaginazione negli scritti di James?

Henry James descrive nel suo romanzo una storia che non sarà mai passata al vaglio dell’imprescindibile verità. Non sappiamo se effettivamente le entità siano frutto dell’immaginazione della donna senza nome oppure un effetto di isteria che la coinvolge e la pervade. Ma, nelle poche pagine del romanzo, traspare un’intensità narrativa eccezionale. James è solito descrivere le donne, le rende protagoniste in un’epoca ben differente dalla nostra. Collega dei contesti sinistri con una psicologia delirante, ma chiara ed efficace. Un romanzo che propone un’introspezione personale di ogni personaggio e di ogni vicenda. L’ho trovato un incontro eccezionale con misticismo e narrativa. Straordinaria anche la descrizione dei due bambini in affido, soprattutto il carattere di Miles unico nel suo genere.

Voto: 4.5/5

 

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