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Recensione libro: Uomini e Topi di John Steinbeck

John Steinbeck ha scritto diversi romanzi nella sua vita che l’hanno portato a raggiungere la fama di cui gode oggi. Uomini e Topi, uscito nel 1937, è all’unanimità una delle novelle più belle. Un racconto di un’America vera e senza contenuti artificiali al suo interno. Un comunicato breve ma efficace.

Titolo: Uomini e Topi

Autore: John Steinbeck

Editore: Bompiani

Prezzo: 10,20 euro

e-book: 6,99 euro

Sinossi: La storia di un’amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli.

In Uomini e Topi Steinbeck non racconta nessuna storia pomposa o un ideale capitalistico e fatiscente caro alla letteratura americana nel tempo in cui viveva. Piuttosto il suo raccontare è legato a una condizione di difficoltà economica e relazionale in un tempo in cui erano i nessuno ad abitare i sogni dell’America. Nella prefazione il traduttore ricorda giustamente l’importanza e la veridicità dello hobo. Nelle case non sono presenti i primi elettrodomestici legati alla prima industrializzazione, troviamo l’erba, gli acri della terra e i primi appartamenti con un po’ di intonaco a adornarli con grigiore. All’interno di questo contesto vivono personaggi senza tempo: George e Lennie, una donna risoluta, Small e tutti gli altri che abitano le campagne. George e Lennie lavorano stagionalmente, sognano di andare da qualche altra parte. Ma la donna che assume una coralità fuori campo getta continuamente accusa sull’aspetto inutile di chi è bracciante. Ella li descrive come ormai finiti o poco utili. Invece sono le loro storie non raccontante a rendere il romanzo unico.

Gli acri e l’amicizia

Cento pagine che scorrono, con dialoghi perfetti e relazioni di amicizia senza tempo. Lennie non è in grado di badare a sé stesso se ne occupa George che lo incita sempre a restare con sé e a non abbandonarlo. L’epilogo è un insieme di emozioni condensate che consiglio a chiunque ne sia appassionato. Impossibile non concordare che si tratti di uno dei migliori lavori dell’autore.

 

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