Press "Enter" to skip to content

Recensione libro: La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante

 

 

Titolo: La vita bugiarda degli adulti

Autrice: Elena Ferrante

Editore: edizioni e/o

Prezzo: 16 euro

e-book: 12,99 euro

Sinossi: Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.

Elena Ferrante è ormai diventata un’autrice italiana essenziale da leggere. Ognuno di noi, che ha avuto la possibilità di apprezzare un suo libro, attende ogni uscita per poterla divorare. Le mie aspettative, voglio dirlo subito, sono state superate alla grande.

Come protagonista de La vita bugiarda degli adulti, vi è un’altra donna coraggiosa, presa nello sbocciare degli anni e nel fiorire della sua vita. Ferrante ha saputo analizzare l’adolescenza di una donna attraverso diverse tappe significative: il percepirsi brutte, il rapporto e la relazione con la famiglia, oltre che un’identità sempre collegata a ciò che gli altri pensano di noi. In questa crescita difficoltosa e in un burrascoso rapporto con i genitori, la protagonista si rispecchia con un altro personaggio cruciale: Zia Vittoria. La donna che ha compiuto delle scelte atipiche, una donna costituita da pura passione e un personaggio famigliare scomodo.

I genitori, i quali rappresentano la solita famiglia borghesuccia e saccente, scoraggiano la frequentazione con Vittoria reputandola una donna assolutamente da marginalizzare a da tenere alla larga. Il padre, descritto come un perfettino e che sa sempre ciò che è giusto per la famiglia, vorrebbe che sua figlia non frequentasse né divenisse come Vittoria. Ma Vittoria si farà amare dalle prime righe, perché è scarna, ma sincera e brutale nelle sue scelte. Il filo conduttore del loro rapporto si erge attraverso la rappresentazione simbolica di un braccialetto utilizzato come medium relazionale tra le due. Nel profondo scavare nella vita della protagonista ci rendiamo conto di quanto le menzogne forgino e feriscano le famiglie. I tradimenti, gli sbagli, rendono umani gli scenari di vita.

Ancora una volta è Napoli ad essere descritta con bellezza e vivacità, i personaggi sono semplici e efficaci. Giovanna non è bella perché non somiglia a nessuno se non  a sé stessa. Non vuole essere come le altre, si guarda spesso allo specchio, cerca di raggiungere un punto d’incontro con la sua personalità. La domanda di copertina è: per assomigliare a chi? Le risposte sono tante e vengono spiegate soprattutto nel rapporto con i suoi genitori, nella difficoltà d’intendersi. Personalmente, consiglierei questo romanzo a tutte le donne che hanno voglia di affacciarsi a nuove prospettive. Non è solo un racconto, ma un romanzo di formazione. Esso intriga fin dal primo istante.  Ho letto con molto piacere il romanzo di Ferrante e credo che il finale lasci presagire un probabile seguito.

Voto: 5/5

 

 

 

 

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: