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Recensione libro: I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead

I ragazzi della Nickel è un romanzo basato su un’inchiesta molto scomoda e importante. Trascritta magistralmente attraverso un lavoro di fiction da Colson Whitehead. Esce qui su Libri da Scoprire in ritardo rispetto alla mia lettura.

Titolo: I ragazzi della Nickel

Autore: Colson Whitehead

Editore: Mondadori

prezzo: 15,72

e-book: 9,99 euro

 

 

Sinossi: Primi anni Sessanta, Florida. Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche a Frenchtown, il quartiere afro-americano della capitale, ed Elwood Curtis, un ragazzino cresciuto dalla nonna, si forma sugli insegnamenti di Martin Luther King. Il suo grande sogno è frequentare il college e iniziare la sua nuova vita, ma proprio il primo giorno di scuola accetta un passaggio su un’auto rubata. Pur non c’entrando nulla con il furto, Elwood viene spedito alla Nickel Academy, una scuola-riformatorio per soli maschi la cui missione è trasformare il piccolo delinquente in “un uomo rispettabile e onesto”. Questo sulla carta. Perché nei fatti la Nickel Academy è un vero e proprio viaggio all’inferno.

Whitehead non è nuovo nella denuncia, i suoi romanzi riescono sempre a far riecheggiare nelle menti l’importanza nel contrastare il razzismo. Quando il giovane Elwood viene accusato di furto ingiustamente, come accade spesso a giovani afro-americani in America, viene portato in un centro di riabilitazione comportamentale anch’esso figlio della cultura americana. La Nickel non è una scuola che educa, ma spersonalizza l’individuo lo rende debole e fornisce lui una forma mentis per sentirsi il criminale che non è. I ragazzi che frequentano quel luogo, vivono in uno stato di consapevolezza sono al corrente che quell’istituto così tremendo non educherà.

Elwood sperava di poter studiare e cerca sempre di mantenere una condotta accettabile nel luogo in cui si trova, ma sono presenti violenze di ogni tipo che impediscono ogni forma di studio o emancipazione. Non è isolato il rimando alle lotte civili e l’importanza del reverendo Martin Luther King. Ciò che sconvolge, oltre alle peripezie dei ragazzi, sono le documentazioni e la postfazione dell’autore che rimarca come istituti del genere siano stati presenti in America.

Trovare un cavillo nel comportamento di una minoranza ghettizzata e sovrastata dal pregiudizio fornisce un alibi incontrollate ai cosiddetti riformatori. In luoghi del genere, anche un bravo ragazzo e innocente come Elwood impara che la difesa diventa una necessità che non comporterà la salvezza ma ulteriori guai con i “carcerieri”. Un romanzo certamente poco prolisso, misurato e pronto a far riflettere. Il grande emblema del nuovo romanzo di Colson Whitehead non sono la fuga o il contrasto a quei luoghi ma l’importanza e la necessità di pensare al di fuori di quei contesti.

Spero che voi affezionati del blog possiate trovare un momento per riflettere sulla grande questione dei metodi punitivi utilizzati su minori o giovani in formazione, un tema che purtroppo è sempre più presente.

Buone feste.

 

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