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Storia di un matrimonio: l’immagine frammentaria di una società sempre più vicina alla solitudine

Storia di un matrimonio diretto da Noah Baumbach e interpretato da Scarlett Johansonn e Adam Driver ha saputo raccontare perfettamente le sfumature delle crisi legate le famiglie moderne. Un film che ho trovato calzante per qualsiasi analisi sociologica, ma soprattutto come monito di consapevolezza.

 

I protagonisti sono una coppia sposata che ha deciso di separarsi. Lei è un’attrice molto brava che desiderava conciliare famiglia e lavoro e lui un direttore di teatro. Il matrimonio avviene subito tra i due, in età giovanile e piuttosto prematura. Come spesso accade, la coppia ha un figlio e per un periodo di tempo le cose sembrano funzionare fin quando non arriva il punto di rottura. È la moglie a chiedere il divorzio, sperando di farlo con maturità e senza causare un danno al bambino. Ma storia di un matrimonio vuole raccontarci esattamente questo; all’interno della crisi della famiglia subentrano entità politiche, governi, sistemi burocratici che allontanano e favoriscono ancor di più l’incomunicabilità come avviene anche per questa coppia.

Iniziano a nascere dei dibattiti sul domicilio, sulle relazioni, la capacità di essere genitori. In realtà, l’unico passo che avrebbero dovuto fare, parlare tra di loro e discutere, avviene solo dopo tante tappe sofferenti e analisi indagatorie da parte di assistenti sociali e giustizia.

Ho trovato l’interpretazione di Johansonn e Driver davvero molto interessante e confesso di essere riuscita a sentire mia una narrazione così drammatica, ma reale in tutte le sfaccettature. Il film è disponibile su Netflix ed è candidato agli Oscar 2020.

 
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