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Recensione libro: Pian della Tortilla di John Steinbeck

John Steinbeck è uno dei miei scrittori statunitensi preferiti, insignito del premio nobel, amato dalla maggior parte degli amanti della letteratura. In questi giorni, ho avuto modo di recuperare Pian della Tortilla che propongo come recensione.

Titolo: Pian della Tortilla

Autore: John Steinbeck

Editore: Bompiani

prezzo: 10,45 euro

pagine: 263

Sinossi:«Pian della Tortilla» è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente incoscienti nelle cui vene si intreccia sangue messicano, indio e spagnolo.

Steinbeck è un autore che va conosciuto e comparato con altri scritti. Anche in Pian della Tortilla emerge un elemento comune agli altri romanzi: l’impossibilità di conformare il suo pensiero alla mentalità capitalistica e industriale degli Stati Uniti. Scrive sempre di individui incapaci di intendere la “proprietà” come bene fondamentale, persone che vivono alla stregua degli altri.

Gli abitanti di Monterey e più significativamente di Pian della Tortilla, sono personaggi che discendono da altri gruppi etnici, parlano inglese ma utilizzano un accento particolare e si fanno chiamare i “paisanos”. Non possiedono nulla e se rimane loro qualcosa in tasca, preferiscono condividerlo in collettività o prendendo da bere. Il filo conduttore di queste esistenze che potremmo individuare come precarie, ma sono in realtà liquide, è Danny.

Egli è stato in guerra, ha prestato servizio come militare, ma è un uomo molto generoso che prende con se i paisanos e fitta per loro una casa. Le vite descritte dall’autore proseguono con semplicità, ma con un enorme senso di amicizia e fratellanza. Esiste una condivisione impensabile come ad esempio uno stesso tetto sufficiente per una molteplicità di caratteri. Anche l’amico Pilon, mente geniale e riflessiva del gruppo, completa un quadro ben definito. Forse più un’epopea.

Lo scrittore americano scrive in modo impeccabile, riesce a parlare delle vite degli altri elencando tutti i bisogni che riteniamo di avere. E’ difficile apprezzare il libro nell’immediato eppure a fine lettura sembra di conoscerlo da una vita. Sono davvero poche le cose che non piacciono di lui, anzi credo che, ancora oggi, si tratti di uno dei più grandi scrittori di sempre.

Voto: 5/5

Altri libri recensiti di John Steinbeck:

  • Uomini e topi: qui
  • Furore: qui
 

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