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Recensione libro: Marea Tossica di Chen Qiufan

Come promesso sui social, oggi vi parlo di Marea tossica, l’ultima fatica dello scrittore cinese Qiufan. Un libro che mescola: fantascienza, inquinamento, personaggi ai margini e discorsi etici per il futuro dell’umanità.

Titolo: Marea tossica

Autore: Qiufan

Editore: Mondadori

Prezzo: 17,10 euro

e-book: 9,99 euro

Sinossi: Mimi vive letteralmente sommersa dall’immondizia del mondo: è una delle “ragazze dei rifiuti” che lavora tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine.

Marea tossica è un romanzo di fantascienza in cui si discute di tematiche molto delicate. In una zona della Cina, chiamata Silicon Isle, vengono smistati  tutti i rifiuti tossici che sono stati creati per la tecnologia. Si tratta di materiali altamente pericolosi e inquinanti. In questa parte dell’isola, vivono delle persone che non hanno la possibilità di aspirare a qualcosa di diverso, costretti a lavorare e vivere all’interno dell’isola. Tra questi troviamo un uomo che ha deciso di indagare su ciò che avviene nella discarica, il capo dell’area altamente discutibile, implicato in affari non troppo lusinghieri e Mimi.

 

Mimi non ha scelta; la necessità di lavorare a Silicon Isle comporta dei sacrifici e un’esposizione a dei materiali molto tossici spiegati con teorie fantascientifiche. Sebbene il libro aggiunga degli elementi non presenti nelle nostre società, il sistema dell’inquinamento purtroppo è reale. Qiufan spiega che cosa succede con i materiali e come alcune specie vivano in situazioni di contrasto. Sull’isola, infatti, le meduse hanno necessità di riprodursi nelle vicinanze di uno scarico altamente tossico ma nessuno sembra essere interessato a salvaguardare né le persone né gli animali.

 

Un plot iniziale davvero molto interessante, seppur lo stile dell’autore non mi piaccia più di tanto. L’idea del romanzo è ottima ma la prosa lascia molto a desiderare. Dialoghi conditi con parole gergali e di strada. Confusioni varie e troppi personaggi che convergono poco nella storia. Ho fatto fatica a terminare la terza parte del libro eppure la storia di per sé mi è piaciuta. Ho apprezzato la descrizione della discarica, la sorveglianza, alcuni personaggi cruciali. Un buon libro gestito male nel processo di scrittura.

 

Voto: 3.5/5

 

 

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