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Recensione libro: La signora Dalloway di Virginia Woolf

Virginia Woolf è diventata un’ottima compagna di quarantena. Sono tanti gli spunti riflessivi che mi rimanda alla mente e vorrei leggere sempre di più. Dopo aver letto una stanza per sé – di cui parlerò a breve sul mio profilo Instagram – recensisco La signora Dalloway.

Titolo: La signora Dalloway

Autrice: Virginia Woolf

Editore: Einaudi

prezzo: 9,02 euro

e-book: gratis con Kindle Unlimited; 2,99 in acquisto

 

 

Sinossi: 13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell’alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera.  Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto.

Virginia Woolf ne La signora Dalloway descrive la storia di una donna in un’epoca fortemente criticata dall’autrice. Clarissa Dalloway è sposata con un politico molto in vista, organizza spesso delle feste frivole e sfarzose, ottenendo la presenza dei personaggi eccezionali dell’epoca. La mattina della festa descritta da Woolf, Clarissa decide di acquistare i fiori da sé, snellendo il lavoro delle domestiche già impegnate in altri preparativi. Seguiamo la nostra protagonista fra le strade di Londra, ma non è la sola; parallelamente, incontriamo Septimus un uomo sposato con una donna amorevole e dolce ma che purtroppo ha deciso di farla finita e di uccidersi.

Gli altri personaggi che fanno da contorno nel racconto, forniscono i pezzi per costruire il quadro di comprensione cui la Woolf ci sottopone. Clarissa vive un matrimonio molto incerto, Richard Dalloway è un uomo capace ma a detta della protagonista ha una mente troppo singolare. Nello stesso scenario, l’autrice presenta anche Peter un uomo molto innamorato della protagonista ma che non riceve mai certezza.

Clarissa Dalloway è affascinata dai giovani, dalla bellezza dei salotti eppure sente che alcune cose non vanno nella sua vita. Come se tutto fosse velato dalla malinconia. Septimus, quello stesso personaggio che non ne può più è un uomo che incontreremmo per strada per poi dimenticarne il volto. Personaggio che Clarissa incontra per strada, si sfiorano, senza conoscersi. Ancora una volta si evince la preminenza di una città frenetica nei tempi, ma povera nelle relazioni interpersonali. Fa riflettere un passaggio in cui la protagonista afferma che molti volti le vediamo per poco e dopo è come se scomparissero dalla nostra memoria.

Voto: 4.5/5

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