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Recensione libro: Loki.Il giovane dio dell’inganno di Mackenzi Lee

In questi giorni ho letto Loki di Mackenzi Lee, il romanzo ispirato alla figura cinematografica di Loki.

Sinossi: Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l’apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l’unica che apprezzi la magia e la conoscenza.

Mackenzi Lee descrive la figura di Loki concentrandosi sull’età giovanile del personaggio. Iniziamo la nostra avventura con il giovane dio dell’inganno ad Asgard in un clima già teso tra Odino, Thor e Loki. A breve Odino annuncerà chi reputa più adatto a governare Asgard ma la predilezione verso il figlio Thor sembra scontata a tutti. Il sovrano non vede di buon occhio le abilità del giovane ragazzo, ritiene che la magia sia sintomo di pericolo e un sentore che non va mai ignorato. Tuttavia, Loki non è intenzionato ad apprendere l’arte del combattimento perché si sente più avvezzo all’uso della magia. Quest’attenzione verso i rituali magici permette lui di condividere una profonda amicizia con Amora l’incantatrice, di cui è anche innamorato dal punto di vista sentimentale.

I due giovani commettono un errore che non può  rimanere impunito: rievocano una figura antica e distruttrice, scelta che porta  guai e all’incarcerazione temporanea di Amora. In secondo luogo, Thor e Loki spediti in missione presso un regno di ghiaccio, determinano un ulteriore problema che ricade unicamente su Loki.

Loki chiede una seconda possibilità, questa volta Odino lo spedisce sulla terra, generando nuovo scompiglio…

su queste fila si muove la trama dell’autrice. Ho trovato interessante l’aspetto emotivo del personaggio e molto vicino al Loki che conosciamo. Credo anche che Loki intenda vedere un accanimento nei suoi confronti ove non c’è. Spesso è lui a determinare errori di prospettiva. Interessanti anche i piccoli collegamenti di genere o l’utilizzo del maschile e del femminile. Forse il libro pecca un po’ di dettagli o di ulteriori spiegazioni. Ma è stata una bella lettura.

 

Voto: 4/5

 

 

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