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Recensione libro: La casa delle voci di Donato Carrisi

Sotto consiglio fidato di una cara amica ho deciso di leggere La casa delle voci di Donato Carrisi. E’ stato il primo approccio con l’autore, il quale mi ha coinvolto talmente tanto da desiderare di leggere di più. Un romanzo ricco di colpi di scena e avvenimenti apparentemente inspiegabili

Titolo: La casa delle voci

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Prezzo: 14,90 (copertina flessibile)

e-book: 12,90

 

 

Sinossi: Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini.

Il romanzo si apre con un racconto narrato nel passato rispetto ai tempi di narrazione. Una bambina avverte una strana presenza e decide di denunciare l’accaduto ai genitori. Nel presente, l’ipnotista Pietro Gerber si occupa di due casi: di Hanna Hall e di un bambino di nome Emilian. La prima viene indirizzata da un’altra professionista e mandata nello studio di Gerber, mentre il bambino è seguito ai fini di un processo giudiziario importante. Gli incontri di ipnosi di Hanna Hall con Gerber, sembrano strani e con racconti difficili da riscontrare nella realtà, soprattutto perché la donna allude alla morte e a presenze non immaginabili sulla terra.

La donna è sciatta, racconta di persone e stili di vita strani ma riesce ad essere anche molto inquietante. Durante gli incontri accadono cose strane, lei inizia ad avvicinarsi sempre di più a Gerber e al privato creando disagio e scompiglio. La storia verte su tematiche famigliari e perdite importanti, come il fretellino della protagonista, Ado. Ma chi è Ado? Perché è morto prematuramente? Tutti intrighi che l’autore riesce a snocciolare bene passo dopo passo. Forse troppo affrettata la conclusione, ma non banale. Mi piace molto lo stile dell’autore ho solo trovato qualche piccola forzatura o qualche descrizione banale e di troppo, come ad esempio: mare blu, capelli vaporosi… termini che spesso vengono utilizzare nei romanzi e che appesantiscono la prosa. Questa piccola “critica”, non toglie nulla alla validità de La casa delle voci.

Voto: 4,1/5

 

 

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