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Recensione Libro: Il giro del mondo in ottanta giorni

Jules Verne è una lettura necessaria per qualsiasi amante della fantasia e per le menti in grado di essere sempre avvezze all’esplorazione. Amante dei viaggi, fin da piccoli si distingue e prova a imbarcarsi su una nave, viene fermato dalla famiglia ma nessuno è in grado di sopprimere la fervida immaginazione che lo denota, oggi, fra i grandi della letteratura mondiale.

Titolo: Il giro del mondo in ottanta giorni

Autore: Jules Verne

Editore: Crescere edizioni

Prezzo: 4,65 euro

Il giro del mondo in ottanta giorni è un libricino molto piccolo, ricco di humor e carico di meraviglie. La vicenda non solo narra la società del tempo, un modo di organizzarsi marittimo e nei riguardi del mare, ma mette in relazione classi sociali, viaggi, mete e speranze. Meravigliosa la figura dapprima arcigna di Fogg e poi smorzata dalla benevolenza del subordinato Passepartout.

Cruciale la figura di Auda, una donna dalle mille risorse che segue i passi dei due avventurieri. In mezzo a ciò: l’amore per il mare, i viaggi, le sensazioni e l’intero mondo da scoprire. Difficilmente mi piacciono i romanzi troppo piccoli eppure ho passato due bei pomeriggi leggendo Il giro del mondo in ottanta giorni. Ho trovato la prosa semplice, ma al contempo molto funzionale; Verne riesce a trasmettere il profumo del mare attraverso le pagine di lettura. Inizialmente, non mi sono sentita troppo a mio agio con la lettura, poi ho trovato i protagonisti geniali e ben curati. Unica nota dolente: un connotazione coloniale troppo acuta e difficile da digerire.

Voto: 3,8/5

 

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