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Recensione libro: La locanda degli amori diversi di Ito Ogawa

Ito Ogawa è un’autrice che descrive storie di vita con delicatezza utilizzando degli spunti riflessivi pungenti e all’avanguardia. La locanda degli amori diversi rappresenta uno step importante nella letteratura per tematiche che spesso tendiamo a tralasciare.

Titolo: La locanda degli amori diversi

Autrice: Ito Ogawa

Editore: Beat

Pagine: 315 pagine

Prezzo: 9,40 euro

e-book: 9,99 euro

 

Sinossi: A Izumi, trentacinquenne separata che ogni sera alla stessa ora rientra dal suo lavoro part-time, basta uno sguardo per comprendere quali siano le intenzioni di quella ragazza con la divisa da liceale che se ne sta immobile, incapace di muovere il passo decisivo che la separa dai binari. La afferra per un braccio e, con un gesto disinvolto, la tira verso di sé, salvandole la vita.

La locanda degli amori diversi è un romanzo breve che analizza tutti i più grandi interrogativi cui la nostra modernità ci sottopone. In realtà, queste domande non sorgono dal cielo siamo stati noi, le generazioni precedenti, a non capire. In un solo testo si analizzano l’omosessualità, la famiglia, il matrimonio, la condizione socio-economica femminile, la maternità e la percezione di genere. Ogawa stupisce perché riesce a parlare con naturalezza e in modo molto onesto.

Le famiglie arcobaleno

Izumi, una donna di trentacinque anni, si rende conto di aver sposato una persona per “convenzione”, di non aver saputo ascoltare il suo corpo e di non aver interrogato la sua coscienza riguardo all’orientamento sessuale. Ha avuto un bambino straordinario dall’ex marito che scaccia via tutti i pregiudizi e le infamie dell’ignoranza. Sembra avulso dall’introiettamento di valori infiocchettati su misura. In un’occasione, conosce Chiyoko, più piccola di lei, e se ne innamora perdutamente. Per Cho l’amore è una cosa semplice. Non come una frase pre-confezionata ma realmente intende i sentimenti in questi termini. Decidono di lasciare la città nella quale vivono e si spostano a Machu Picchu una piccola comunità che fatica ad accettarle.

Analogamente subentra un ulteriore problema legato al divorzio di Izumi, anche Chiyoko è stata vittima del pregiudizio e si è sentita inadeguata. La giovane donna ha provato ad annegare la sua identità di genere per cambiare e tornare “normale”. Nasce una bambina che viene affidata alla stessa madre e inizia a vivere in una famiglia arcobaleno. Ho trovato interessante il punto di vista narrativo dell’autrice; Ogawa ha gestito una situazione complessa come l’adozione in modo ineccepibile. Stupisce il punto di vista del bambino di Izumi che collega i pezzi con naturalezza.

Le persone della piccola comunità nella quale vivono sembrano essere terrorizzate dall’apparente diversità, Chiyoko propone di aprire una piccola locanda e di dire a tutti che la loro famiglia non ha nulla a che vedere con l’amicizia. Nonostante l’iniziale titubanza di Izumi, si avvia un nuovo destino per la famiglia. L’arco narrativo tocca tutti i personaggi: i punti di vista sono dinamici e ruotano attorno a tutti i personaggi. Credo sia difficile non apprezzare un libro così ben scritto.

Voto: 4.5/5

 

 

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