Beth Harmon: un personaggio letterario e cinematografico indimenticabile

Beth Harmon è la straordinaria protagonista della serie tv Netflix La regina degli scacchi, estrapolata dal romanzo di Walter Tevis. Orfana di madre si ritrova a vivere in un orfanotrofio cristiano. Un giorno, per caso, finisce nello scantinato dell’istituto e inizia a giocare la sua prima partita di scacchi.

La serie tv intende ricostruire la mole socio-politica degli anni sessanta, in cui le donne iniziavano ad affidarsi ad abiti più comodi ma restavano vincolate al mito del marito e della famiglia. La regia ha però deciso di non cadere nel tranello dello stereotipo, soprattutto utilizzando  la rivalità storica con la Russia, piuttosto ha indugiato  promulgando un messaggio completamente diverso. La piccola Elizabeth si innamora degli scacchi, inizia a visualizzarli nella sua mente e sembra soggiogata da questa sua nuova passione. L’incontro con una nuova prospettiva di vita è annebbiata dai ricordi e dalle medicine che la scuola somministra illegalmente alle bambine, tuttavia è la voglia di imparare e studiare sempre di più gli scacchi a salvarla.

Dopo una serie di incontri nello scantinato dell’istituto  —con il custode che le insegna il gioco — tutti si rendono conto della sua bravura e la mettono in contatto con un club di scacchi liceale. L’abilità notevole della giovane la porta fino ai campionati nazionali. I migliori giocatori mondiali sono russi per cui Beth lavora sodo per arrivare ai mondiali di Mosca del 1968. In tutto questo arco temporale scopriamo anche altre vite, quella di Jolene, la sua migliore amica nera e della famiglia adottiva esasperata da un matrimonio fallito e da due genitori irretiti dall’alcol.

Il fair use sulle tematiche politiche più gettonate del momento è minimo; invece si parla di duro lavoro, resilienza, speranza. Un mondo assolutamente possibile per chi è disposto a perseverare.

 

 

Informazioni sull'autore

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: