Stella di Arianna Andreoni

Sono sempre meno le volte in cui decido di accettare una collaborazione o acconsento nel ricevere un libro a casa. La verità è molto semplice: per recensire un libro bisogna studiare tutto minuziosamente o, per dirla con Walter Benjamin, bisgona leggere poco e niente. Per qualche strana ragione, sono rimasta colpita dalla mail di Arianna Andreoni e ho deciso di selezionare il suo Stella.

Titolo: Stella

Autrice: Arianna Andreoni

Editore: Porto Seguro

Pagine: 179

Sinossi: Una mattina di metà settembre, una numerosa famiglia di contadini trova una bambina abbandonata nel proprio casolare: così inizia la storia di Stella. Dalla prima infanzia all’età adulta, dalla campagna pisana al manicomio di Maggiano, il racconto della sua vita è scandito dagli affetti, dalle amicizie, dalle ambizioni e dalle difficoltà che incontra. Proprio nel luogo e nel momento di più profonda solitudine, la ragazza sembra trovare una via di uscita al suo male dell’anima. Stella è la protagonista di un destino inclemente, determinata a ribaltare il buio che la circonda nella speranza di riuscire a vedere di nuovo i fiori, come le donne libere di Maggiano

Partendo da un’analisi puramente stilistica: sono rimasta sorpresa dalla puntualità di una prosa smussata, semplice, e allo stesso tempo molto studiata. Come anticipa l’autrice all’inizio del romanzo, che pare molto un racconto, è stata ispirata da grandi passaggi letterari o epoche. Personalmente, oltre al citato Tobino, ho notato un po’ di Ferrante e anche qualche passaggio vicino a Coelho. I periodi storici sono affrontati in modo sintetico ma del tutto funzionali alla narrazione principale della storia. Stella, come molte bambine nel passato, viene trovata nei primi mesi di vita da Libero, un quarantatreenne con una famiglia numerosa. I familiari sono ben scanditi: Bianca una ragazza molto studiosa, dei figli maschi e Giovanna reputata bruttina.

Fin da subito la presenza di questa bambina, ribelle, appare ingombrante e difficile da mandare giù nella comunità alla quale appartiene. Crescendo, riesce a far denotare di sé tutte le caratteristiche delle donne che si avvicinavano ai moti degli anni settanta, pur facendo parte di realtà piccole e anguste. In questo senso, mi ha ricordato un po’ qualche scena di Novecento. La stranezza della bambina, oltre ad un’incessante solitudine che ha accompagnato anche le donne più studiose di altre epoche la conducono in manicomio. Qui spezza di netto la sua vita e ne vive un’altra d’alternanza; questo passaggio l’ho trovato un po’ frettoloso, Andreoni lo fa coincidere con la seconda parte del libro, ma andava approfondito un po’ meglio. In Stella vi è una componente più vicina al racconto, più che al romanzo ed è un peccato perché i personaggi assumono subito uno spessore interessante. Inoltre, risulta frettoloso anche il legame con l’amore che si insinua nella sua vita.

Arianna Andreoni è una scrittrice giovane. sicuramente appassionata, che mi ha convinta. Ho trovato molto piacevole il suo libro e credo che meriti più che una possibilità. E’ difficile giudicare male un lavoro che. a mio modestissimo avviso, è venuto davvero bene. A lei auguro un futuro letterario prospero e i miei migliori auguri.

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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