La linea del sangue di Jesmyn Ward

Scrivo queste parole con il timore di doverle rileggere più volte in futuro, una delle mie scrittrici preferite ha portato a conclusione una trilogia che reputo cruciale per chiunque voglia interessarsi all’umanità contemporanea. La linea del sangue è un grande romanzo e supera le aspettative degli altri due.

Titolo: La linea del sangue

Autrice: Jesmyn Ward

Editore: NNE

Pagine: 320

Prezzo: 18,05

 

 

Sinossi: Joshua e Christophe sono gemelli e vivono a Bois Sauvage, Mississippi, insieme alla dolce Mamee, la nonna cieca che si è sempre presa cura di loro. La madre, Cille, si è trasferita ad Atlanta per cercare fortuna, mentre il padre, Sandman, è tossicodipendente e li ha abbandonati da tempo. I gemelli si sono appena diplomati e trascorrono la loro ultima estate di libertà tra tuffi nel fiume, partite di basket e feste con gli amici.

Questa volta Ward descrive le vite di due giovani che prendono parte al processo di inserimento dei neri nella scuola pubblica americana. Senza indugiare troppo, ci si riferisce ad un periodo lungo e travagliato, altrettanto violento. I due gemelli Christophe e Joshua vivono in una piccola realtà in cui o s’intraprendono percorsi sbagliati o si lavora per pochi spiccioli al Porto. Joshua trova immediatamente lavoro dopo il diploma ed è contento di iniziare a mettere qualcosa da parte, mentre per Christophe si presenta una situazione di stallo ed enigmi.

Insieme al cugino Dunny, egli è convinto di non avere alternativa e di essere destinato allo spaccio. Quando, nella vita, si presentano situazioni in cui non riusciamo a vedere chiaro è facile cadere vittima delle circostanze e di commettere sempre più errori. A far da contorno alle dinamiche dei due, vi è anche una difficoltà familiare di fondo e un abbandono che ha generato malinconia.

Questa volta la trama che sceglie Jesmyn Ward non ha nulla di straordinario e non ripercorre nessuna situazione eccezionale, piuttosto accompagna i lettori in esperienze di vita che potrebbero tranquillamente essere presenti nelle vite di chiunque. Quando accade qualcosa di negativo è facile sommare solo quegli eventi, soprattutto se necessitiamo di essere amati più che mai in quell’istante. Fa tenerezza, più che rabbia, vedere che un genitore come Sandman si ripresenta dopo tanti anni come se non fosse accaduto nulla. Come se i figli non cambiassero nel corso della storia. La mia empatia con Christophe è molto forte; è difficile rimanere razionali quando si ha poco da vivere. Intendo contenuti di qualsiasi tipo e non meramente economici. Non sembra neppure banale definire, scandire, nell’amore l’unica forma di salvezza.

La linea del sangue è un romanzo reale, che tutti possiamo toccare con mano. Un’esperienza di vita continua e instancabile. Non saremo mai morti se qualcuno tenderà noi una mano, se non subiremo l’abbandono. Credo che non ci sia modo migliore per concludere i racconti e le vite di chi spesso viene lasciato indietro.

Voto: 5/5

 

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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