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L’isola di Arturo di Elsa Morante- Recensione

Elsa Morante vinse il premio strega con il racconto de L’isola di Arturo. Uno dei capolavori più belli della letteratura italiana, dedicata alla bellezza del Sud Italia. Meritevole di nota, sapendo anche che Procida sarà la nostra capitale culturale per il 2022.

Titolo: L’isola di Arturo

Autrice: Elsa Morante

Editore: Einaudi

Pagine: 12,35 euro

e-book: 6,99 euro

Sinossi: Il romanzo è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

Sull’isola di Procida vive una casa scomunicata denominata la casa dei guaglioni. Ci sono molte dicerie in cui si dice che le donne non sono ammesse nelle proprietà e che si parla fra uomini. Arturo è un ragazzino che vive sulla stessa isola, privo di amore, abbandonato a una lacerante solitudine. Il padre Wilhem che frequenta anche la casa dei guaglioni è una personalità particolare e poco attenta ad Arturo. Usa il porto dell’isola come via di fuga; all’improvviso parte e ritorna sempre cambiato, più scostante. In uno dei tanti ritorni a casa, porta con sé Nunziatella. Una ragazza giovane che ha acconsentito a sposarlo, per volere della madre. Una figura composta, chiusa nella rassegnazione, che è giudicata male dal giovane Arturo. Ma spontanea, come la sua giovinezza.

L’isola dell’indifferenza

Arturo è convinto di non essere benvoluto, di dover allontanare la donna dal padre perché è come se rubasse l’affetto che tanto cerca. Lo crede sempre più, dopo che i due danno luce a un bambino. Accade, successivamente, un fatto molto strano. Il giovane Arturo si rende conto di non odiare più Nunziatella, ma se ne sente attratto. Come se i suoi sentimenti entrassero in contatto con quella donna mai difficile da capire. Arturo però viene sempre rifiutato, anche se cerca di portare l’attenzione su di sé. Anche se grida disperatamente amore. Decide di darsi al libertinaggio, di intrattenere una relazione sessuale con un’altra donna ma il vuoto della sofferenza non viene mai colmato.

L’autrice lascia ampio spazio alla riflessione sul sé del suo protagonista. All’inizio è facile pensare che il giovane Arturo sia innamorato di Nunziata, ma appare evidente una frattura da ricercare nella mancata figura dei due genitori. Un madre venuta a mancare, la cui reverenza è sempre simbolica, è un padre menefreghista a tratti troppo indifferente. Per cui viene reciso l’unico cordone cui si aggrappa il giovane Arturo che é quello con Nunziata. Un padre che forse si farebbe bene ad odiare ma che, in fin dei conti, concatena tutta una scia di dolore vissuta a sua volta.

 

 

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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