Dune di Frank Herbert- Recensione

Dune è un libro di fantascienza troppo sottovalutato. Lo dico con estrema convinzione, ho iniziato a pensarlo nelle prime pagine e ho finito per esserne più convinta alla fine. Non capitava da un po’, di ritrovarmi immersa in fantascienza pura. Herbert è stato uno dei pochi a creare dei mondi immensi, carichi di messaggi cui potremmo relazionarci ancora oggi tematiche come l’ecologia. L’edizione Fanucci è davvero esaustiva, perciò vorrei parlarvene subito. In autunno uscirà la seconda trasposizione di Denis Villeneuve, l’attendo con gioia. Ma è presente già un film del 1984 diretto da David Lynch che a me è piaciuto.

Titolo: Dune

Autore: Frank P. Herbert

Editore: Fanucci

Prezzo: 19 euro

E-book: 9,99 euro

Pagine: 722

Sinossi: Arrakis è il pianeta più inospitale della galassia. Una landa di sabbia e rocce popolata da mostri striscianti e sferzata da tempeste devastanti. Ma sulla sua superficie cresce il melange, la sostanza che dà agli uomini la facoltà di aprire i propri orizzonti mentali, conoscere il futuro, acquisire le capacità per manovrare le immense astronavi che permettono gli scambi tra i mondi e la sopravvivenza stessa dell’Impero. Sul saggio Duca Leto, della famiglia Atreides, ricade la scelta dell’Imperatore per la successione ai crudel Harkonnen al governo dell’ambito pianeta. È la fine dei fragili equilibri di potere su cui si reggeva l’ordine dell’Impero, l’inizio di uno scontro cosmico tra forze, popoli magici e misteriosi, intelligenze sconosciute e insondabili. Con Dune Frank Herbert inaugura la serie di romanzi divenuti ormai di culto, che segneranno in maniera indelebile l’immaginario fantascientifico letterario e cinematografico degli anni successivi.

Prima di iniziare a raccontare Dune vorrei fare una premessa: sono stati pubblicati due nuovi titoli appartenenti a questa saga, ma leggerò soltanto i lavori di Herbert padre. Alcuni  scritti dal figlio, altri due da due nuovi autori. Mi interessa la penna letteraria e il genio di Herbert. Secondariamente, non sono d’accordo con molte delle recensioni che ho letto in giro e vi spiegherò, successivamente, il perché.

Arrakis

Arrakis è un pianeta apparentemente fantascientifico, sono presenti delle creature sicuramente non umane come i vermi del deserto o poteri che noi non abbiamo ma il primo protagonista della storia è l’acqua. Un bene che purtroppo scarseggia, genera discordia e alimenta ancor di più le faide socio-politiche del territorio. Il Duca Leto è il legittimo “proprietario” di questo pianeta(spedito dall’imperatore per governarlo sulla schiavitù) e si trova in contrasto con gli Harkonnen: dei freddi calcolatori, capitanati dal Barone Vladimir Harkonnen. Traspare immediatamente una freddezza da parte dei personaggi, alcuni pensano che Herbert non sia stato in grado di far trasparire le emozioni di ciascuno, eppure credo che sia l’interpretazione del lettore a dover cambiare.

Non è un pianeta umano, non è neppure possibile analizzare il testo con lo stesso sistema di emozioni che noi abbiamo. La fantascienza possiede una narrativa completamente diversa. Il Duca di Leto I muore e ne succede, quasi meccanicamente, il figlio Paul. La storia del protagonista è sorretta da due genitori che rappresentano la parte politica di Dune: il padre è un sovrano vero e proprio, razionale, in grado di anticipare e capire molti problemi. Mentre Lady Jessica rappresenta la disciplina spirituale, come Bene Gesserit, una sorta di spiegazione religiosa.

Ciclo di Dune:

 

Dune

Dune è un romanzo che non può essere letto con immediatezza; anch’io mi sono trovata un po’ in difficoltà, non scorre fluidamente ma non è un problema della narrazione. Piuttosto è un meccanismo che va innescato; Herbert racconta un protagonista che non ha scelta, Paul si ritrova nello sfacelo più totale e completa. E’ costretto a fuggire, ad attuare un piano contro gli Harkonnen che lo veda vincitore. Inoltre, la sua figura è quasi profetica, veicolata da due tipi di formazione come dicevo prima. In tutto ciò, non noto una mancanza di spessore ma un insieme di azioni necessarie che hanno un filo logico. Paul si ritrova ad avere contro gli Harkonnen, l’imperatore padiscià, e il mistero della Gilda l’unica a conoscere i misteri dello spazio. Il pianeta è soggetto a tempeste devastanti, condizioni di schiavitù.

La morte del Duca Leto I è avvenuta durante lo spostamento da un pianeta in cui l’acqua non ha un valore così eccezionale. Anche il concetto su cui ruota intorno la spezia, questa sostanza eccezionale, avvicina nuovamente al messaggio dell’autore. Mi sono convinta che, attraverso la fantascienza, Herbert volesse integrare ecologia e religione. Alla fine del romanzo trovate una mappa e quasi dei saggi legati a tutta l’ambientazione del romanzo.

Il romanzo di Frank Herbert ha, per me, un enorme valore sociologico. La preservazione della terra, lo capiamo attraverso l’operato dei fremen; una non-mancanza degli affetti, ma una tematica della predestinazione, della profezia. Il potere, certo, ma non in forma umana o filosofica. Anche un rapporto conturbante con l’amore, con il sentimento. Che non è contemplato, ma è presente in altre sfumature. Paul è un personaggio molto significativo, tutt’altro che vuoto.

Inizierò a breve Messia di Dune, scritto da Herbert

Voto: 5/5

 

 

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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