Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers

Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers è il romanzo da cui è stato tratto il tanto atteso adattamento cinematografico di François Ozon. Il regista ha desiderato a lungo di adattare il romanzo e lo stiamo attendendo con ansia per questa estate. Si chiamerà ètè 85. Oggi parlo del romanzo che ho voluto leggere, prima di guardare il film


Titolo: Danza sulla mia tomba

Autore: Aidan Chambers

Editore: Bur

Pagine: 327

Prezzo: 9,50

E-book: 9,50

Sinossi:

Strano hobby, la Morte, per un ragazzo di sedici anni.

«Chambers spinge ancora una volta la letteratura per giovani adulti fino ai suoi limiti e oltre»Kirkus Review

Sono infreddolito, bagnato e sto per annegare. Ma quando Barry appare accanto alla barca, mi metto nelle sue mani e sto bene. Lui mi dice che cosa devo fare per salvarmi. Io eseguo alla lettera. Come posso spiegare questa sensazione a qualcuno che non l’ha provata? Non lo so. Quello che so è che risplendo dentro.

Strano hobby, la Morte, per un ragazzo di sedici anni come Henry. Strana convinzione, quella che l’amicizia sia una scatola di fagioli magici. Poi ci sono le sue ginocchia troppo basse che odia, la scuola da tenere o lasciare, un padre poco democratico, una madre troppo fragile. E all’improvviso arriva Barry, una barca a vela gialla al posto del classico cavallo bianco e una voglia trascinante di gustarsi la vita in ogni istante.


Danza sulla mia tomba

Hal è un ragazzino molto complesso che ha la passione per la morte, forse più che una passione si tratta della morbosità di qualcosa che arriverà con certezza senza che nessun* di noi possa farci nulla. Apprezza la letteratura, soprattutto il mattatoio n°5 di Vonnegut, che questa lettrice vergognosa qui presente deve ancora leggere. Incontra Barry in un momento in cui sta sfidando la vita: la sua barca a vela stramba* e finisce in mare salvato dal ragazzo. Qui inizia un rapporto particolare che non è amore da nessuna delle due parti. Barry mi fa letteralmente infuriare parla di libertà dei sentimenti, come molte persone fanno, invece sono dei narcisisti egocentrici che non danno valore o profondità ai sentimenti altrui. Utilizzano la noia e la responsabilità come alibi alla loro insicurezza. Hal invece è molto profondo, vorrebbe delle risposte. Il messaggio di questo romanzo non è l’amore né l’amicizia. Ma è la nostra idealizzazione dell’amore. Spesso ci innamoriamo di un volto cui noi stessi abbiamo dato un tratto e ciò, non necessariamente, coincide con l’essenza di quella persona.

Chambers ha un modo singolare di narrare. La storia è frammentata attraverso il racconto del rapporto di polizia da stilare da parte dell’assistente sociale e il ricordo di Hal. Credo che l’autore volesse far capire l’idealizzazione del sentimento del ragazzo, perché si denota una costruzione personale dei fatti e non un racconto univoco. Ho trovato le scene tra Hal e Barry molto frettolose, poco descrittive. In fondo, rimane un mistero l’entità del loro rapporto e un dubbio esistenziale su come siano andate realmente le cose.

La questione possiede un’impronta letteraria molto forte, quasi comica. Chambers inserisce spesso degli spezzoni su Stanlio e Ollio, la presenza onnipresente di Kurt Vonnegut. C’è la necessità di spiegare la comicità del tragico e della morte. Una continua riflessione su ciò che sarà in futuro, sul corpo divento un esso. E’ un romanzo singolare, di quelli che non si leggono spesso, ma che lascia un messaggio accecante quanto brutale.

Voto: 4/5

*Strambare (far passare il boma della randa da un bordo all’altro con il vento in poppa), barche a vela.

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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