Eppur mi piace di Mariella Popolla

La pornografia ha assunto diverse connotazioni nel corso del tempo. Ho avuto la possibilità di esplorare un mondo chiacchierato, spesso male e ricolmo di pregiudizi, leggendo un accurato studio— di interviste, valutazioni, riflessioni sociologiche—volto alla scoperta e all’interpretazione del fenomeno. Eppur mi piace… di Mariella Popolla è il saggio di cui si discuterà oggi.

 

Titolo: Eppure mi piace… Immaginari e lavoro tra femminismi e pornografie

Autrice: Mariella Popolla

Editore: DeriveApprodi

Prezzo: 18 euro

e-book: non disponibile

 

Una riflessione sociologica sul tema della pornografia

Il porno è un argomento apparentemente semplice o immediato eppure chiunque farebbe fatica ad esplorarlo o raccontarlo senza doversi porre delle domande. Ne abbiamo esperienza e consapevolezza, ma difficilmente si pensa a collegarlo all’identità, una dimensione lavorativa o ad esplorarlo attraverso una lente femminista. Il saggio propone un’accurata riflessione sociologica, apportando il contributo di alcuni sociologi e sociologhe che hanno provato a marcare una linea interpretativa. La sessualità è stata per molto tempo intesa come una componente biologica naturale che non avesse relazione con le interazioni con gli altri. Nel mondo della pornografia l’interazione fra i performers presuppone un copione sessuale e una performance. Quei modelli televisivi o scenografici si muovono nell’arte e nella rappresentazione mediale ma descrivono anche delle interazioni non straordinarie, tutt’altro che legate alla finzione. Non si tratta solo di sesso, ma di condotte praticate all’interno della società stessa.

 

Presuppone il binarismo maschile/femminile in netto contrasto con i movimenti sociali attuali e con tutti quei micro-mondi che ne hanno smentito la classificazione. Non è possibile marcare la sessualità, neppure definirla a parole esatte. Si è pensato che il porno interessasse solo gli uomini, oppure che sfruttasse la donna senza tener presente l’importanza dell’esplorazione del corpo femminile e della sessualità. Il femminismo radicale si è diviso creando un ampio dibattitto sullo sfruttamento o sulla reale parità della donna all’interno delle produzioni pornografiche.

L’industria del porno

Il porno è soprattutto mainstream fruito attraverso siti e un’immediatezza scandita dalla comunicazione e dalle reti globali. La sessualità rientra in un discorso storico e in un racconto continuo, non differisce né si discosta dai contesti culturali nei quali è inserito. La riflessione di Popolla, attraverso delle interessanti interviste, permette di esplorare la pornografia utilizzando “un’altra tipologia di occhiali”, di un interesse femminista nel performare rapporti sessuali artistici, nel liberare dal cappio storico l’idea che il porno fosse qualcosa di altro o assolutamente nascosto. In questa varietà di livelli, è possibile comprendere l’importanza nell’espressione di genere nelle produzioni. Molt* intervistat* dichiarano, infatti, di non definirsi sempre femminist* o queer di ma di aver intrapreso un percorso positivo nel raccontare o rappresentare la sessualità. Vi sono poi dinamiche di disuguaglianza: salario, sfruttamento, differenze culturali che incidono sulle prestazioni. L’esplorazione della dimensione teatrale, artistica e lavorativa dei sex workers che vanno estesi anche a color* che si occupano dell’industria pornografica.

 

Eppur mi piace, il saggio e studio accademico di Popolla, è davvero accessibile ai più. Fornisce una presentazione di un mondo inedito e poco dibattuto, fornendo una comprensione diversa, forse altra, delle nostre conoscenze di base. Il saggio introduce scenari e personalità utili per riflettere su quanto il porno e la pornografia ci riguardi tutt*. Ho apprezzato il concetto di habitus erotico di cui tutt* disponiamo: nella valutazione della società è impossibile non rendersi conto che ognun* di noi abbia o non ha caratteristiche canonizzate o delineate dalla società. Il modo di interagire, le condotte, dipendono dalla società e dalla sua costruzione.

*Ringrazio l’ufficio stampa di DeriveApprodi; quando sono stata contattata per la recensione, mi sono sentita felice e contenta ad intraprendere questo studio. DeriveApprodi si occupa di studi sociologici, filosofici e letterari. E’ una CE indipendente che personalmente apprezzo molto.

 

Alessandra

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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