A sangue freddo recensione del libro di Truman Capote

A sangue freddo nasconde all’interno del testo tanti generi diversi. E’ romanzato, un reportage, un’inchiesta non fiction degna del nome che l’ha pubblicato. Truman Capote si reca in una piccola città del Kansas dove sono avvenuti dei crimini orribili e ne segue le orme fino a pubblicare un grande testo letterario dedicato al crimine americano.


Informazioni del libro: A sangue freddo di Truman Capote

Titolo: A sangue freddo

Autore: Truman Capote

Editore: Garzanti

Pagine: 432

Prezzo: 17,10

Trama del libro: Il 15 novembre 1959, nella cittadina di Holcomb, in Kansas, un proprietario terriero, sua moglie e i loro due figli vengono trovati brutalmente assassinati: sangue ovunque, cavi telefonici tagliati e solo pochi dollari rubati. A capo dell’inchiesta c’è l’agente Alvin Dewey, ma tutto ciò che ha sono due impronte, quattro corpi e molte domande. Truman Capote si reca sul luogo dell’omicidio con la sua amica d’infanzia, la scrittrice Harper Lee, e, mentre ricostruisce l’accaduto, le indagini che portano alla cattura, il processo e infine l’esecuzione dei colpevoli Perry Smith e Dick Hickock, esplora le circostanze di questo terribile crimine e l’effetto che ha avuto sulle persone coinvolte, scavando nella natura più profonda della violenza americana.


Recensione di A sangue freddo

 Ho letto  A sangue freddo anni fa, ma credo di aver dimenticato la pubblicazione o è andato perduto. Ci sono delle tracce sul blog, l’ho consigliato in diversi booktag. Si tratta, come Compulsion di Meyer Levin, di un accurato reportage giornalistico sfociato nel letterario. Capote ha riscosso la notorietà con il celebre Colazione da Tiffany, tuttavia sono convinta che A sangue freddo sia molto più interessante da leggere.

Una verità non fiction

Nel periodo in cui Capote scrive è difficile trovare materiale così accurato proveniente da una scena del crimine cruenta e reale. Capote, accompagnato dall’amica e scrittrice Harper Lee, si immerge in uno scenario del Kansas segnato da un efferato omicidio. Muore una famiglia americana tranquilla, la classica composizione del tempo: i figli, una moglie dedita alla famiglia, un marito impegnato a vivere una vita semplice in un contesto rurale e ricolmo di tradizioni. Uno scenario politico conservatore e poco avvezzo a clamori come quello. L’autore segue minuziosamente l’accaduto, legge su un giornale l’accaduto e parte per raccogliere le informazioni. I Clutter sono una famiglia normale è difficile credere che possano essere stati uccisi senza un movente. Ma rinvengono quattro corpi, tutti i membri della famiglia hanno scatenato l’ira di qualcuno? Se lo chiede chi investiga trovando qualche tracce e molte domande con poche risposte. A sangue freddo non vuole fare cronaca, anzi, sembra esattamente il contrario. Capote lascia un’inquietudine controversa, che mette in discussione le vittime quanto i carnefici. Il movente non è importante, passa in secondo piano.

La prima parte del romanzo si occupa di disvelare la cittadine di Holcomb. Si parla dei protagonisti, dell’accaduto e si cercano delle piste. Quando si arriva ai responsabili, vi è anche la possibilità o la necessità di mettere in discussione vittime e criminali. Gli assassini fanno parte della stessa comunità in cui vivono le vittime. Chi li ha resi protagonisti delle atrocità? L’infermità mentale? Leggendo si ha l’impressione di seguire il caso da vicino e di imbattersi in domande importanti che trovano la giusta spiegazione e attenzione da parte dello scrittore statunitense.

Voto: 5/5

 

 

 

Informazioni sull'autore

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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