Macello di Maurizio Fiorino- Recensione

Nel catalogo delle edizioni e/o ho trovato la nuova uscita di Maurizio Fiorino Macello. Scrittore, fotografo, personalità letteraria molto apprezzata nell’ultimo periodo regala un nuovo romanzo breve che sembra di formazione.


macellomauriziofiorino

Titolo: Macello

Autore: Maurizio Fiorino

Editore: Edizioni e/o

Prezzo: 14,25

Ebook: 10,99 euro

Pagine: 151 pagine

Trama di Macello: Anni ’70, siamo a Bagnamurata, un minuscolo paese periurbano di un Sud scabroso e arcaico. Biagio cerca in tutti i modi una via di scampo: figlio unico e orfano di madre, viene cresciuto da Bruno, il macellaio del paese, nonché un uomo prigioniero dei propri silenzi, come tanti personaggi del romanzo, cani sciolti divorati dal bisogno di lasciare un segno, anche disperato, della propria esistenza. C’è Vittorio, il vecchio “vizioso” del paese che paga i ragazzini in cambio di rapporti squallidi e umbratili. Lia, la vicina di casa che pratica bassa magia fino a diventarne ossessionata. Poi Elsa, l’unica donna che sembra in grado di amare suo padre ma che, con la stessa rapidità con la quale si infila nella loro vita, così scompare. E Sara, una vecchia compagna delle scuole elementari che il protagonista finirà per sposare e che proverà, invano, a rendere felice. Infine lui, Alceo, un giovane sognatore che farà respirare a Biagio l’unico istante di tregua di quel mondo-tritacarne dentro il quale, prima o poi, si finisce dentro. Scavando all’interno di ogni singola frase con una scrittura capace di riempirti i polmoni d’aria e di toglierti il fiato un attimo dopo, Fiorino traccia un ritratto emozionante di quelle esistenze che, prima di essere messe al mondo, sembrano essere state imbottite di esplosivo. Senza sconti e con lucidità spiazzante, ci mostra gli abissi emotivi che ognuno di noi si porta dentro e che, come la lama sottile di un coltello, insistono sempre attorno alla stessa ferita, rendendola un’inarginabile e dolorosa crepa dentro la quale non si può che guardare a sé stessi.


Recensione Macello di Maurizio Fiorino

Macello, un libro di cultura popolare

Un buon libro si riconoscere subito, tra le prime pagine. E’ successo leggendo le prime righe di Macello l’ultima fatica di Maurizio Fiorino. Ambientato in un piccolo paesino del Sud: Bagnamurata. Chiunque viva in contesti simili ci si riconosce immediatamente. I paesani sono le pedine che si muovono lungo un percorso tortuoso, complesso e doloroso. Biagio vive con suo padre Bruno. E’ un macellaio scontento della vita, che è diventato “uomo troppo presto”. Il ragazzo si domanda sulla sua fisicità, sulla crescita si muove a suo dire per inerzia. Il paese in cui vive il ragazzo è semplice: composto da botteghe e una vita fin troppo semplice. Le ragazze provano a maritarsi, come fa Sara, ma vivono anche momenti traumatici come lo stupro. Apprezzo come si racconta questo aspetto e il detto e non detto. Poi ci sono i viziosi, come Vittorio, coloro che non si riconoscono per ciò che sono a fattezze reali e che vengono lasciati indietro ai margini. Tra i primi aspetti importanti del libro, in Macello ritroviamo sicuramente un travagliato rapporto padre-figlio e l’incertezza di un futuro che si sta scrivendo in un modo non accettabile, dal punto di vista di Biagio. Il giovane trova rifugio nella boxe, cui crede anche il padre, ma che poi diventa uno scoglio insormontabile e un sogno nel cassetto per un paesino fin troppo calmo. C’è poi il colpo di scena, la scomparsa di un padre, che minacciava sempre di voler essere altrove. Gli errori, i matrimoni combinati, l’inadeguatezza dell’essere.

L’amore

In ogni errore e rapporto costruito sull’incertezza, è possibile trovare un amore che sboccia e diventa una passione struggente. In questo caso, gli indizi disseminati nella persona di Biagio, diventano evidenti verso un percorso di scoperta della propria sessualità. Qui s’insinua Alceo un giovane più spigliato di cui Biagio s’innamora perdutamente. Biagio parte nel retrobottega del padre, inizia a guardare il suo corpo allo specchio e lo ritiene brutto, incurvato. frequenta Vittorio, il vizioso, non per interesse erotico ma ne osserva le fattezze e sempre il corpo. Il protagonista sembra bloccato dalla stasi, come se non si muovesse realmente. Quando incontra l’amore, scopre il movimento e la voglia di raggiungere l’altro. Ad un certo punto, Fiorino stronca il romanzo. Avrei voluto conoscere ulteriori vicende sul protagonista, ho apprezzato molto il romanzo e ho voluto leggerlo in una giornata.

Voto: 4/5

 

 

Informazioni sull'autore

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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