Squid game: trama, personaggi e recensione-Non solo un gioco.

Squid Game, serie tv coreana apparsa su Netflix in nove episodi è l’argomento del momento. Cosa si cela dietro la trama, i personaggi, le azioni del gioco più macabro di sempre? In realtà, alcuni fattori sembrano regalare una rappresentazione scenografica innovativa, altri rimandano a elementi già visti in passato. Il regista è Hwang Dong-hyuk.


La trama di squid game

Squid game è una serie composta, al momento, da una stagione e nove episodi. E’ sottotitolata in italiano, ma i dialoghi sono in coreano. Precisamente si ambienta ed è una critica della Corea del Sud. Da anni la cultura coreana, così come tanti film non di carattere occidentale, stanno mostrando la bellezza del loro cinema o delle loro narrazioni. Anche in questo caso, la serie non viene meno alle sue prerogative iniziali. Gli episodi partono da una visione della società lasciata a sè stessa, debiti cumulati per scelte di vita sbagliate, criminalità e gioco d’azzardo. Gli ultimi degli ultimi. Seguiamo la vita del protagonista Gi-Hun, un uomo che scommette soldi e vive con la madre malata, sommersi dai debiti. Ha una figlia di cui ha perso la custodia e che vede poco. Un giorno, in una stazione, incontra un signore vestito di tutto punto che lo inzia a un gioco. Se perde Gi-hun, riceve degli schiaffi in pieno volto. Se vince lui ottiene del denaro. Inizialmente, nessun inganno. Questo gioco è un metodo per adescare per lo squid game, alla fine di esso il partecipante ottiene un biglietto con tre simboli (triangolo, cerchio e una crocetta) e un recapito telefonico.  Presto il protagonista si rende conto di non sapere dove trovare altro denaro e decide di telefonare al recapito ottenuto. Inizia così la sua avventura.

I personaggi e il gioco

Tutti coloro che hanno partecipato e vinto al punto di contatto con gli organizzatori del gioco, vengono prelevati in un’auto guidata da una figura vestita di rosa con un simbolo. I cerchi presenti sui biglietti da visita rappresentano delle gerarchie sociali all’interno del sistema gioco. Nella sala principale, si ritrovano in 456 giocatori che sommati dovrebbero ottenere  45600000000 di won. Colui che si trova al di sopra di tutto e gestisce i giochi è chiamato Frontman. Per vincere lo squid game bisogna affrontare sei prove, ovverso sei giochi per bambini, con un prezzo molto alto da pagare. Tra i tanti giocatori e il protagonista, seguiamo varie vicende dei giocatori e del perché si sono ritrovati a partecipare ad un corsa verso la fine. Le inquadrature di Squid Game non lasciano largo all’immaginazione: i corpi si prestano non solo alla tortura, ma allo splatter, ad una presenza scenica e fisica della scomposizione. Le dinamiche del gioco inziale sono bambinesche e accoglienti, anche i luoghi sono colorati e invitanti. Sembra una vecchia favola finita male. C’è una dualità scenica, se così si può dire, da un lato l’ambiente è caldo, dall’altro diventa crudo e travolgente.

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Le opinioni

Che cos’è squid game? E’ un agglomerato di denunce sociali, scarse opportunità che mettono in scena un survivalismo dinamico ed efficiente. I protagonisti lottano per l’unica opportunità che è stata data loro, se tornassero indietro dovrebbero riprendere delle vite ai margini rubando o cercando di sopravvivere, senza ottenere alcun beneficio. L’organizzazione del gioco è democratica, verte su tre principi, dalle pari opportunità per tutti i giocatori. Vige l’obbedienza, una gerarchia solida, militare. Ma il grande inganno di questa narrazione è ciò che si cela realmente dietro tutto l’arcano. Vi è sicuramente tanto denaro e un arricchimento personale, al singolare. I nove episodi si incentrano su quasi un’ora di narrazione, soltanto gli ultimi due sono stati girati frettolosamente e hanno lasciato in sospeso molte situazioni. Questi tipi di gioco non sono nati con la serie tv, ma  sono da ritrovarsi anche in alcuni tipi di cultura underground come il creepypasta o le dicerie sul deep web. In generale, se ne parla il giusto a livello globale.

 

 

Voto: 4.8/5

 

Informazioni sull'autore

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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