I manga introduzione al fumetto giapponese – Recensione

I manga chi non li conosce o ne ha sentito parlare? Ormai sono talmente fruiti e hanno influenzato le culture dei più giovani da pervadere tanti spazi in cui essi si muovono. E’ stato così per la mia generazione, ma anche per quella precedente. Ma siamo sicuri e sicure di sapere che cosa siano? Come sono nati e perché hanno ottenuto tutto questo successo? Il saggio del professor Marco Pellitteri dal titolo I manga introduzione al fumetto giapponese fornisce delle chiare chiavi di lettura utili a comprendere meglio il fenomeno


Titolo: I manga introduzione al fumetto giapponese

Autore: Marco Pellitteri

Editore: Carocci

Prezzo: 15 euro

e-book: Non presente

Pagine: 167

Sinossi: Il libro è un’introduzione teorico-critica alla storia, all’industria, all’arte e al ruolo sociale e mediale del fumetto nipponico. Costituisce un rigoroso avanzamento nelle indagini sul tema ed è uno strumento ideale per gli studenti e i ricercatori, nonché per gli amanti di fumetti e culture pop. Arricchito da 44 immagini e supportato dal ricorso a una vasta letteratura italiana e internazionale, il testo scandaglia la materia con i filtri della sociologia, degli studi sui media, della semiotica visiva e dell’analisi culturale. Oltre a discutere la storia del manga come medium e forma di editoria popolare, il volume spiega le connessioni fra il contesto di sviluppo originario e l’enorme e ormai consolidata popolarità in Italia e in Europa.


Recensione I manga introduzione al fumetto giapponese di Marco Pellitteri

I manga quale origine?

I manga sono un medium ormai conosciuto, popolano le fumetterie e le librerie ma da dove hanno origine? Il professor Pellitteri dedica un primo capitolo introduttivo allo sviluppo storico-politico dei manga. Si pensa che essi siano stati influenzati solo dalla cultura giapponese ma sostanzialmente ci sono due primi riferimenti storici: il periodo edo della satira (caricatura) e il dopoguerra come forma di devastazione ed elaborazione del dolore collettivo. Il manga, seppur goda di una struttura narrativa e stilistica a sé stante, ha ottenuto delle influenze occidentali o le ha donate ad altre culture. I manga non sono un genere letterario, o una sottocategoria, ma si prefissano come una forma narrativa ampia. Il lettore di manga osserva attraverso le immagini e percorre una strada cognitiva che passa attraverso il testo. Le prime associazioni si sviluppano già nei primi anni venti ma anche dopo la seconda guerra mondiale fino agli anni ottanta e novanta arrivano all’apice del successo. E’ interessante conoscere gli aspetti stilistici di tanti e tante mangaka che amiamo nei nostri giorni, tra cui: Toriyama, Takeuchi, JOJO, Lupin III e molti altri. C’è anche l’individuazione di un errore nel percepire la fisiognomica occidentale all’interno delle opere. Siamo stati a lungo portati a pensare che i soggetti dei manga rispecchiassero in qualche modo la cultura occidentale, eppure anche se molto stilizzati rappresentano esperienze di vita giapponesi.

Testo e immagini nei manga

Nel testo si parla molto anche dell’idea di raccontare una storia attraverso delle immagini anche se pensate come satiriche all’inizio. E’ impossibile creare una copia digitale di questo saggio perché c’è un bel repertorio fotografico che si sposa bene con i contenuti del testo. Si toccano tematiche importanti, si parla di guerra, ma anche di generazioni e del jumpismo. Di come i manga differiscano per il carattere emozionale e generazionale tipico degli adolescenti. Questi contenuti spesso incorrono in dialoghi di genere, dell’avvento dei racconti per ragazze, con ciò che comporta la crescita e la conoscenza dei corpi. Il manga non ha ricevuto subito l’attenzione di un industria editoriale e quando lo ha fatto lo spazio per le mangaka era sorretto da un universo lavorativo maschile che si affievolisce dopo gli anni sessanta del novecento. Le influenze culturali rimandano a cultura pop, immagini, letteratura sia giapponese che internazionale. I sottogeneri hentai, yaoi e yuri non parlano solo di sessualità, anche di esperienze emotive coinvolgenti. C’è un bel passo che cita Freud o come i manga riescano a cogliere l’essenza della vita quotidiana.

Perché leggere i manga?

Il testo del professor Pellitteri è stato davvero illuminante per me, c’erano dei passaggi che non avevo mai colto e delle sottigliezze che in realtà rappresentano un percorso analitico suggestivo. Il saggio I manga introduzione al fumetto giapponese è conciso, sia testuale che scandito da immagini, eppure aggiunge molto sulla conoscenza di un medium ancora troppo sottovalutato. Mi è capitato, nella mia modesta esperienza professionale da sociologa, di ottenere risposte vacue e superficiali sull’importanza di un medium che oggi costringe anche le più grandi piattaforme a fare i conti con questi tipi di narrazione. Crunchyroll, altrimenti, non esisterebbe no? La mia provocazione è questa: leggete questo saggio.

 

*Ringrazio Carocci Editore per la gentile collaborazione con questa recensione

 

 

Informazioni sull'autrice

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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