Donne che amano troppo di Robin Norwood- Recensione

Donne che amano troppo è stato anni fa un successo clamoroso ed editoriale per le donne che si sono rivolte alla psicoterapeuta Robin Norwood per indagare sulle esperienze emotive legate alle relazioni sentimentali.


donne che amano troppo libri da scoprire

Titolo: Donne che amano troppo

Autrice: Robin Norwood

Editore: Feltrinelli

Pagine: 306

Prezzo: 9,50 euro

Estratto “Donne che amano troppo”: Perché amare diviene “amare troppo”, e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che lui cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione. Donne che amano troppo, un bestseller che ha raggiunto il record di cinque milioni di copie vendute, offre una casistica nella quale sono lucidamente individuate le ragioni per cui molte donne si innamorano dell’uomo sbagliato e spendono inutilmente le loro energie per cambiarlo. Con simpatia e assoluta competenza professionale Robin Norwood indica un possibile itinerario verso la consapevolezza di se stessi e verso l’equilibrio dei sentimenti.

Recensione Donne che amano troppo

Chi sono le donne che amano troppo? La psicoterapeuta Norwood, seguita da una brillante introduzione al testo di Dacia Maraini, individua tante donne protese verso relazioni esclusive e impegnative. Ogni volta che un uomo diventa il fulcro del discorso in una interazione, quella donna sta amando troppo. Si ama troppo quando si è convinte di dover compiacere, prendersi cura, affidarsi soltanto all’altro per “guarirlo”. Norwood spiega che una donna protesa verso il troppo amore è una ex bambina maltrattata o vissuta in complesse dinamiche familiari in cui il genitore, verosimilmente il padre, la abbandona o le richiede di assumersi responsabilità inadatte. Questa bambina, spiega testualmente la psicoterapeuta, tenderà a scegliere relazioni che le permetteranno di ripetere il gioco vissuto nell’infanzia. Esse sono bambine che vivono, nei casi più frequenti, in famiglie in cui sono presenti dinamiche relazionali anaffettive e violente. Per una bambina vivere esperienze di troppa responsabilità, comporta uno squilibrio nella crescita, che tenderà a farla sentire inadatta, non accettata e con scarsa autostima. I genitori di queste bambine hanno addiction con droghe e alcol. Vivere un’esperienza di abbandono dolorosa, convince le donne in età adulta a ripetere l’esperienza, occupandosi di soggetti gravemente affetti dall’uso di alcol e droghe, ipotizzando di poterli salvare. Ad oggi, qualsiasi studiosa di movimenti sociali o femministi, individuerebbe immediatamente la causa in un sistema patriarcale e della cura. In effetti questo egocentrismo culturale non individua nessun bersaglio maschile ma pone l’accento sull’abbandono di entrambi i soggetti. In una catena di sofferenze ed ulteriori solitudini. Robin Norwood non individua specificamente le dinamiche culturali che determinano questi processi, ma sono ben chiari sotto molteplici lenti d’ingrandimento. Tuttavia, utilizza la favola della bella e la bestia per esprimere questa inquietudine.

una sensazione di dolore

Un ragazzo, sul blog, ha chiesto se leggere Donne che amano troppo può servire a un uomo. I bambini poi divenuti adulti, e presi in cura dalle donne, di cui l’autrice racconta nel testo, fanno emergere le stesse situazioni. Certo, il ruolo maschile nel sistema patriarcale è privilegiato ma non meno leso. Quelle situazioni di controllo emotivo, indifferenza, riproducono a loro volta le emozioni principali provate nell’infanzia. Il testo non offre una cura ma permette, con parole semplici, di analizzare i propri vissuti e riassumere delle informazioni utili per comprenderne i meccanismi. Si tratta di un saggio datato, con racconti quotidiani e vicini. Il co-alcolismo, ovvero l’abuso di sostanze passivo stando accanto ad un alcolista, riproduce le stesse dinamiche relazionali spiegate lungo il percorso di lettura. Non ne sono esenti né uomini né donne. L’esperienza “sul campo”, come direbbe un buon etnografo, permettono di inserire vissuti e contesti in uno scenario davvero molto ampio. Consigliato!
 

Informazioni sull'autrice

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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