Non è un lavoro per ragazze di Sakuraba Kazuki- Recensione

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Non è un lavoro per ragazze di Sakuraba Kazuki è uno dei migliori libri letti quest’anno. Lo avevo acquistato inizialmente per poterlo leggere diversi mesi fa, poi alcuni impegni lo hanno procrastinato fino alla fine di dicembre. Con mio sommo dispiacere ho letto questa perla, tutta d’un fiato, solo pochissimi giorni fa. Sperando di essere ancora in tempo per un eventuale regalo in ritardo, lo consiglio parlandone con estremo piacere.


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Titolo: Non è un lavoro per ragazze

Autore: Sakuraba Kazuki

Editore: edizioni e/o

Pagine: 184

Prezzo: 17,10 euro

Trama: Onishi Aoi e Miyanoshita Shizuka sono due tredicenni che frequentano la seconda media. Abitano in un’isola nella prefettura di Yamaguchi, un luogo isolato, che rende le loro vite quotidiane monotone e ripetiti. Ma se a scuola appaiono entrambe come due normalissime teenager alle prese con libri o videogiochi, nella vita privata nascondono ferite profonde. Soprattutto Aoi: il patrigno è un ubriacone che preferisce rubarle dal portafogli i soldi guadagnati col lavoretto estivo anziché cercarsi un impiego tutto suo, e trascorre le proprie giornate bevendo e trattando male la figliastra. Aoi vorrebbe sbarazzarsi di lui, e l’occasione si presenta quando Shizuka le confessa di poterla aiutare. Ma una volta aiutata l’amica nell’omicidio, Shizuka le chiede il medesimo favore in cambio.


Non è un lavoro per ragazze…

No, non è affatto un lavoro per ragazze. Anche se Aoi è una ragazzina delle scuole medie, questo libro va letto con piena consapevolezza degli argomenti trattati. Tematiche che non possono essere affrontate a stomaco leggero, soprattutto se si pensa che questo romanzo potrebbe essere indicato alle più giovani. La scrittura di Kazuki è inquietante, precisa e affilata; non tralascia nessun dettaglio mostruoso, nel rapporto che si crea tra Aoi e la misteriosa compagna dall’identità ambigua Shizuka. Fuori dal contesto scolastico è una ragazzina ombrosa con un abbigliamento da gothic lolita, mentre in classe è una studentessa priva di interesse e molto marginale. Non è un lavoro per ragazze sa anche essere un romanzo che richiama all’incomunicabilità generazionale tra gli adulti e gli adolescenti. Aoi vive pienamente le sventure della sua casa. Un patrigno violento, caduto in un burrone senza fine. Entrambe persone fragili che avrebbero bisogno di un’attenzione particolare. Poi c’è il rapporto con la compagna, un rapporto che frammenta il genere letterario del romanzo. Si passa da tematiche inerenti alla vita scolastica, a un thriller psicologico con diversi colpi di scena mandati ben a segno.

Il contesto tetro di appartenenza, quasi angusto rimanda al falso mito della comunità. Un luogo piccolo, di maldicenze, con segreti inspiegabili dalla verità ignobile. L’abbandono di giovani ragzze, incapaci di chiedere aiuto. Oltre al gossip quotidiano e a misteriose dicerie su alcuni degli abitanti di Yamaguchi non c’è molto. Il rapporto tra Shizuka e Aoi è di interesse reciproco, con tutti gli interrogativi che questa storia ambigua comporta. Le pagine scorrono velocemente, senza annoiare mai chi legge.

Aoi vive con una madre che lavora e conduce una vita precaria, non perfettamente conscia dei turbamenti che sta vivendo. Emozioni laceranti dovute alla presenza di un patrigno non gestibile e violento. Nonostante la giovanissima età, la ragazza prova in tutti i modi a rendersi autonoma anche attraverso un piccolo lavoro. L’unica che sembra comprendere il suo malessere, in modo distorto e pericoloso, è Shizuka. La relazione è mantenuta da un conduttore potentissimo che lascia presagire lo sfacelo più totale. In quest’età apparentemente vulnerabile, in cui si crede che un’adolescente è solo tale, si celano problemi e modi di affrontare la vita vicini all’età adulta. Soprattutto se si è vulnerabili e non guidati. Ripeto che il romanzo mi è piaciuto da matti, spero che lo apprezziate quanto l’ho apprezzato io.

 

Informazioni sull'autrice

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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