Le correzioni di Jonathan Franzen- Recensione

Dopo più di un mese di pausa, dal blog e non dalle letture, parlo di Jonathan Franzen, ancora una volta. Un autore da uno stile particolare, un incredibile e crudo romanziere che fotografa con un’istantanea una meravigliosa trama della società americana. la pubblicazione de Le correzioni è relativamente recente, eppure attraverso i suoi cinque personaggi riesce a dimostrare la potenza della narrazione famigliare.

Titolo: Le correzioni

Autore: Jonathan Franzen

Editore: Einaudi

Pagine: 604

Trama: Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l’uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l’altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell’America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all’università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.

 


Recensione le Correzioni

Una famiglia del Midwest

Il luogo in cui si svolge il romanzo è il Midwest. I Lambert sono una famiglia numerosa, con un matrimonio che dura da anni in cui giorno per giorno si scoprono manie ed esagerati difetti. Piccolezze che contano, legate a una simbologia che unisce diversi membri del gruppo. Misteriosi, attenti all’errore, eppure i primi a cadere in cliché quotidiani e definitivi. L’autore intende porre l’accento sullo sfacelo che aleggia attorno al mito della famiglia americana, intesa come gruppo di primaria importanza e di infallibile educazione. Un excursus quasi pedagogico che permette di incontrare personaggi autentici e in conflitto. La coppia di Alfred e Enid sembra essere rimasta ancorata ai primi periodi del matrimonio, sono restii ad acettare il cambiamento e non sono in grado di andare oltre il loro pensiero. Genitori presenti, che impongono riunioni correttive, appuntamenti quasi sempre insidiosi e che fanno saltare i nervi a qualcuno. Tra i figli più agiati economicamente traspare la depressione, la noia, la mancanza di un punto fermo. Franzen lo spiega bene nel passaggio del professore universitario che si compromette con una studentessa. L’istinto sessuale di ribellione per arginare quella parte da conservatore e da perbenista. Emergono i rapporti frammentari tra fratelli, le competizioni e i giudizi sul comportamento da osservare in famiglia. La noia persiste anche nel rapporto tra i genitori, inflessibile a una spinta di novità, rintanata nell’angusto contesto familiare.

Il ritmo

Le correzioni hanno un ritmo serrato: si alternano tra passato e presente. Dialoghi, consigli, suggerimenti di una vita che va in corsa ma da cui spesso si impara poco o niente. Nonostante le esperienze tra parenti, qualcuno ottiene un bel lavoro e una vita priva di preoccupazioni ma persiste l’imperfezione della vita. E’ come se l’operato di tutti e cinque i protagonisti frenasse, durante il viaggio, per ricordare che non sempre è possibile far andare tutto per il verso giusto e che in ogni specifica situazione è quasi impossibile essere completamente felici. Bisogna mediare tra due pesi e scegliere di trovare un percorso più idoneo. Denise, tra tutte, racconta anche l’immaginario femminile tra una madre che ha raggiunto l’ambita posizione familiare e la figlia talentuosa che si distacca, non riuscendo a brillare completamente. Tutte queste imperfezioni, racchiuse, simboleggiano il nostro tempo e permettono di scovare la bellezza nelle fragilità.

Voto: 5/5

 

Informazioni sull'autrice

Classe 1994, da sempre innamorata della conoscenza e della letteratura. Sono appassionata di studi sociologici e della pallacanestro americana.

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